Canonizzazione di Carlo Acutis. Il mio intervento su TV2000
1/14/20253 min leggere


In occasione della canonizzazione del Beato Carlo Acutis che, come annunciato da Papa Francesco, sarà celebrata il prossimo 27 aprile nel contesto del Giubileo degli Adolescenti, sono tornato su TV2000 per partecipare alla trasmissione “Di Buon Mattino”, condotta da Grazia Serra e Giacomo Cesare Avanzi.
La puntata del programma andata in onda il 13 gennaio era intitolata “Carlo Acutis, sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi”, e vedeva la presenza di Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi, la città dove le spoglie mortali di Carlo Acutis riposano nella chiesa di Santa Maria Maggiore: l’antica cattedrale della Diocesi umbra che proprio il Vescovo Sorrentino eresse nel 2016 a Santuario della Spogliazione per ricordare il celebre gesto di San Francesco, avvenuto nei pressi del luogo di culto.
Nella mia qualità di Perito Ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi, ho avuto il privilegio di far parte della Consulta Medica chiamata a valutare l’inspiegabilità scientifica della guarigione avvenuta per intercessione di Carlo Acutis, che ha portato al riconoscimento del miracolo e quindi alla proclamazione di santità da parte dei competenti organi ecclesiali.
Ne ho parlato nel corso della trasmissione: la miracolata è una giovane ragazza del Costa Rica che studiava a Firenze e che nel 2022, andando in bicicletta, era stata vittima di una rovinosa caduta battendo violentemente il capo. In conseguenza di ciò, la giovane aveva subito un gravissimo trauma cranico con lesioni cerebrali e stato di coma.
La madre della ragazza si era recata ad Assisi e si era raccolta in preghiera davanti alla tomba di Carlo Acutis per invocare l’intercessione del Beato per la guarigione della figlia. E proprio mentre stava pregando, le era giunta una telefonata dall’ospedale che annunciava che la ragazza era uscita dal coma. A cui seguì una guarigione definitiva e totale, senza alcun esito invalidante legato al grave incidente che la giovane aveva subito.
Ma al di là dell’eccezionalità del miracolo, che lascia sbalorditi a livello medico per l’“impossibilità” di un evento di guarigione che tuttavia è un dato oggettivo e reale, ho voluto raccontare in trasmissione la particolare emozione che mi ha coinvolto, sul piano personale ed umano, nel vivere l’esperienza della canonizzazione di Carlo Acutis.
Nella mia ormai lunga esperienza di componente della Consulta Medica Vaticana ho avuto la possibilità di partecipare alle Cause di beatificazione e canonizzazione di personalità religiose di fama planetaria, come Papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta, che con il loro insegnamento e la loro opera hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo del nostro tempo.
Ma quella di Carlo Acutis è una storia del tutto particolare, è la storia di un giovane che è arrivato alla santità non attraverso un percorso graduale di crescita spirituale, ma per una sorta di sapienza infusa. Una grazia che ha riversato in lui, fin da bambino, un sentimento di partecipe solidarietà nei confronti dei bisognosi e dei poveri, che aiutava impegnandosi nel volontariato.
E oltre a ciò, il giovane Carlo Acutis sentiva l’esigenza di prendere la comunione tutti i giorni, provava un’intensa devozione per la Madonna che esprimeva nella recita quotidiana del Rosario ed era profondamente coinvolto dai miracoli eucaristici, per i quali progettò una mostra che è stata esposta in tutto il mondo.
È importante inoltre ricordare che Carlo Acutis questi sentimenti li espresse anche nel linguaggio del nostro tempo: la razionalità informatica, di cui era diventato un esperto e che utilizzava per diffondere il messaggio evangelico via Internet. In sintonia con l’enunciato di San Giovanni Paolo II: «La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità».
Anche per questo Carlo è destinato ad essere un esempio per le attuali generazioni. Non è un caso che Papa Francesco abbia scelto di celebrare la sua canonizzazione proprio nel contesto di un evento giubilare dedicato ai giovani, cosa che contribuirà ad una ulteriore diffusione della fama di santità di Carlo Acutis.
E la consapevolezza di una superiore destino spirituale emerge anche dalle parole che Carlo, colpito da una leucemia fulminante, pronunciò poco prima di morire alla giovanissima età di quindici anni: «Offro al Signore tutte le sofferenze che dovrò patire, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in Paradiso…».
Ed è in virtù delle intense emozioni che ho provato, vivendo l’esperienza del miracolo e rivivendo il percorso spirituale di questo giovane santo, che ho concluso il mio intervento su TV2000 associando alla figura di Carlo Acutis un memorabile detto di Teilhard de Chardin: «Noi non siamo esseri umani che vivono un’esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che vivono un’esperienza umana…».
Carlo Jovine
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Di Buon Mattino (Tv2000) - Carlo Acutis, sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi
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