Conferenza Rotary Club Roma Nord Ovest
5/15/20213 min leggere


Il 17 marzo 2016 si è svolta, presso il Grand Hotel Parco dei Principi di Roma, una conferenza organizzata dal Rotary Club Roma Nord Ovest. Tema della conferenza: “Scienza e Fede alla luce dei miracoli”. Relatore: prof. Carlo Jovine, Primario Neurologo dell’Ospedale San Giovanni Battista dell’Ordine di Malta e componente della Consulta Medica Vaticana.
Nel 2010 ebbi l’onore d’essere nominato, dalla Congregazione delle Cause dei Santi, nella Consulta Medica di sette specialisti che avrebbe dovuto valutare la “inspiegabilità scientifica” della guarigione di suor Normand dal morbo di Parkinson.
In base al diritto canonico, il pronunciamento della Consulta Medica costituiva la premessa per il riconoscimento del miracolo e quindi per la beatificazione di Giovanni Paolo II.
Quando mi fu conferito tale incarico, il mio primo impegno fu quello di sgombrare il campo da ogni suggestione legata al fascino di un personaggio come Papa Wojtyla, per concentrarmi esclusivamente sulla oggettività scientifica del caso. E iniziai a studiare la grande mole di documenti specialistici e testimoniali raccolti dalla Postulazione, l’organismo della Diocesi di Roma incaricato della procedura ecclesiale.
Attraverso tale analisi, mi resi conto d’essere di fronte ad una guarigione avvenuta in modo risolutivo, istantaneo, duraturo e totale. Un evento scientificamente non spiegabile, che per la Chiesa equivale a dire miracolo.
È un’esperienza che può definirsi un “unicum” nella vita di un medico. Perché una cosa è sapere le cose in teoria per averne sentito parlare da altri, e una cosa è viverle personalmente. E l’esperienza del miracolo è qualcosa che ti cambia dentro. Perché ti dà la chiara consapevolezza che esiste qualcosa che ci trascende ma di cui, al tempo stesso, siamo parte integrante.
Il rapporto tra Scienza e Fede è un argomento che proprio Giovanni Paolo II contribuì ad approfondire e chiarificare, fornendo un contributo alla riflessione teologica e al pensiero filosofico moderno che rimane tra i suoi lasciti fondamentali. A tale argomento il grande Pontefice dedicò un’Enciclica, la “Fides et Ratio”, che si apre con la metafora introduttiva delle due ali: «La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità».
Nell’insegnamento di Giovanni Paolo II, Fede e Ragione non si escludono ma, al contrario, si completano e si sostengono a vicenda. L’intelligenza umana non è limitata all’ambito meramente empirico, ma è in grado di ascendere dall’esperienza del reale a forme di conoscenza che trascendono l’ordine sensibile delle cose.
Nella cultura di massa è tuttora diffuso il concetto che Scienza e Fede siano in antagonismo tra loro. Un concetto smentito da illustri scienziati – Albert Einstein, Max Planck, Wernher von Braun – i quali concordano sul fatto che nel nostro Universo c’è una misteriosa coesione, il progetto coerente di un’Intelligenza superiore. E credere alla casualità di ciò che ci circonda sarebbe in contrasto con l’oggettività della stessa scienza.
Il pensiero di questi grandi scienziati che, nello sviluppo delle loro ricerche, hanno compreso e sentito che vi è un ordine tanto preciso che sarebbe irrazionale attribuire al caso, è la prova di ciò che afferma Giovanni Paolo II nella parte finale della “Fides et Ratio”: «Lo scienziato è ben consapevole che la ricerca della verità, anche quando riguarda una realtà limitata del mondo o dell’uomo, non termina mai; rinvia sempre verso qualcosa che è al di sopra dell’immediato oggetto degli studi, verso gli interrogativi che aprono l’accesso al Mistero».
Seguendo un filo prettamente razionale, possiamo dire che “fare scienza” è capire la logica della natura, è scoprire che esistono leggi fondamentali che regolano ogni fenomeno: dall’universo dei quark alla nostra terra con foreste ed oceani, dai pianeti alle stelle, al cosmo intero…
Da queste considerazioni emerge il senso di una nuova speranza. Perché la nostra esistenza individuale e tutto ciò che ci circonda sono parte di un piano divino che si manifesta al credente attraverso la grazia della fede, e allo scienziato attraverso le leggi fondamentali che regolano ogni fenomeno della Natura.
Come spiega il fisico italiano Antonino Zichichi, è fondamentale che questi concetti vengano diffusi il più possibile, per contrapporsi ai falsi teoremi della cultura dominante. La Scienza è una sorgente di valori che, in sintonia con i valori della Fede, potranno migliorare in futuro la qualità della vita dell’uomo, cancellando le molte aberrazioni dell’epoca contemporanea.
FONTE:
https://www.rotaryromanordovest.org
Carlo Jovine
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