Conferenza Università Europea di Roma
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Il 27 ottobre 2011, alle ore 20:00, ha avuto luogo presso l’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) la conferenza intitolata “Il Beato Giovanni Paolo II e lo sviluppo della famiglia umana”.
La conferenza, moderata dal Rev.do Padre Paolo Scarafoni, L.C., Rettore dell’Università Europea di Roma, è stata organizzata dal Circolo Culturale “Giovanni Paolo II” della Fondazione Universitaria Europea.
Tra i relatori intervenuti, il prof. Carlo Jovine, Primario Neurologo dell’Ospedale San Giovanni Battista dell’Ordine di Malta e componente della Consulta Medica di specialisti internazionali per la beatificazione di Giovanni Paolo II.
Il prof. Jovine ha parlato della sua partecipazione alla Consulta Medica che ha stabilito la “inspiegabilità scientifica” della guarigione di suor Marie Simon Pierre Normand dal morbo di Parkinson, premessa della beatificazione di Giovanni Paolo II.
Ecco una sintesi riassuntiva del suo intervento:
«Il processo di beatificazione di Karol Wojtyla è durato sei anni. Un lungo periodo di tempo che dà la misura delle ricerche, degli approfondimenti e delle verifiche per accertare, al di là di ogni ragionevole dubbio, se il candidato alla santità era dotato o meno delle virtù cristiane in grado eroico che il diritto canonico richiede ai fini della beatificazione.
L’ultimo atto di tale processo è la cosiddetta “Vox Dei”, il “sigillo di Dio” che si esprime attraverso il miracolo.
La Consulta Medica di cui ho fatto parte aveva, appunto, il ruolo di valutare se la presunta guarigione miracolosa di suor Normand dal morbo di Parkinson poteva avere o meno una spiegazione scientifica: se fosse ascrivibile, cioè, all’ambito delle normali conoscenze mediche oppure presentasse un carattere di eccezionalità rispetto a tutti i casi in precedenza analizzati dalla letteratura scientifica.
La Consulta è giunta a questa seconda conclusione, ossia alla “inspiegabilità scientifica” dell’evento: cosa che ha determinato la proclamazione del miracolo per intercessione di Giovanni Paolo II.
Nella mia relazione peritale ho analizzato in dettaglio la complessità delle motivazioni, condivise dagli illustri colleghi della Consulta Medica, che mi hanno indotto a ritenere inspiegabile la guarigione di suor Normand. Una guarigione che contraddice le normali evidenze della letteratura scientifica soprattutto per le modalità con cui si è manifestata: risolutiva, istantanea, duratura e totale.
Ma al di là delle conclusioni della scienza, esistono degli aspetti di natura umana, psicologica ed etica che ritengo non meno importanti. Merita ricordare, ad esempio, che suor Normand è guarita dal morbo di Parkinson: la stessa malattia di Papa Wojtyla. La religiosa, inoltre, ha dedicato la sua esistenza al servizio della vita nascente, che è sempre stata un tema centrale dell’insegnamento di Giovanni Paolo II.
Proprio al tema della famiglia e della vita nascente, Karol Wojtyla ha dedicato, nel 1981, un documento che risulta ancor oggi di toccante attualità: l’Esortazione Apostolica “Familiaris Consortio”, nella quale il Pontefice, oggi Beato, individuava nella famiglia basata sul matrimonio il fondamento per lo sviluppo della più ampia famiglia umana. Una comunità di persone al servizio alla vita, impegnate nel progresso della società e partecipi della missione della Chiesa».
Fonte:
Università Europea di Roma
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