Esoscheletro: una nuova vita per i pazienti paraplegici

4/15/20213 min leggere

Dal 12 al 14 settembre 2015 si è tenuto a Cerveteri, l’antica capitale etrusca, sede della necropoli che l’Unesco ha dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità, un Congresso internazionale di medicina dedicato al tema “Neurochirurgia ricostruttiva, il punto sulle nuove terapie”.

Il Congresso, che ha richiamato insigni specialisti da ogni parte del mondo (dalla Germania al Canada, dagli Stati Uniti al Giappone, da Hong Kong all’Argentina), si è svolto nella suggestiva cornice di Palazzo Ruspoli e si è avvalso dell’organizzazione del prof. Massimiliano Visocchi, neurochirurgo dell’Università Cattolica Policlinico A. Gemelli di Roma nonché presidente dell’International Society of Reconstructive Neurosurgery.

Nel corso dei lavori, i medici intervenuti hanno approfondito i diversi ambiti specialistici: tumori cerebrali, malformazioni vascolari (aneurismi ed angiomi), traumi cranici, chirurgia della colonna vertebrale e del midollo spinale.

Nel mio intervento congressuale ho illustrato il progetto “ReAbility”, un nuovo modello di tecnologia applicata alla medicina che si basa sulla realizzazione dell’esoscheletro: una soluzione di mobilità alternativa alla sedia a rotelle, che consente alle persone con gravi disabilità agli arti inferiori di stare in piedi e camminare di nuovo.

L’esoscheletro è costituito da una struttura di sostegno leggera e facile da indossare, che può essere portata esternamente o internamente agli indumenti degli arti inferiori; i suoi motori elettrici, alimentati da una batteria posta in uno zaino portato sulle spalle, comandano le articolazioni delle anche e delle ginocchia e sono controllati da un dispositivo computerizzato, anch’esso alloggiato nello zaino. Il paziente è coinvolto attivamente ed ha il controllo di tutte le funzioni di mobilità, mentre la stabilità è garantita dall’impiego di due bastoni canadesi.

L’esoscheletro potrà avere risvolti psicologici e sociali di grande rilievo: dai positivi effetti sulla socializzazione dei pazienti al positivo impatto sui costi sanitari. Esso, infatti, da un lato riduce la necessità di terapia fisica e di ripetute ospedalizzazioni determinate dall’immobilità a cui tali pazienti sono costretti, e dall’altro, mantenendo i pazienti in posizione verticale, allevia molti dei problemi sanitari connessi all’uso a lungo termine della sedia a rotelle.

In Italia si stima che vi siano, ogni anno, circa 1.800 nuovi casi di lesione midollare. La maggior parte di essi sono di origine traumatica: incidenti stradali, infortuni sul lavoro, cadute e cause violente. La popolazione complessiva è di circa 80mila paraplegici. I più colpiti sono i giovani adulti, ma non bisogna sottovalutare il fattore di rischio rappresentato dall’aumento della popolazione anziana.

A fronte della gravità del fenomeno, i risultati che l’esoscheletro permette di ottenere sono molteplici. Sotto il profilo bioetico e psicologico la persona rinasce, potendo condurre una quotidianità autodeterminata e dedicarsi alle attività preferite. Sul piano sociale si evidenzia un ritorno alla socializzazione e all’integrazione. Da un punto di vista medico si riscontra il recupero della deambulazione e la prevenzione delle complicanze connesse alla paraplegia: soprattutto le piaghe da decubito, l’osteoporosi, l’ipotrofia muscolare, la spasticità e il dolore cronico.

È anche giusto sottolineare che siamo in presenza di uno strumento innovativo altamente tecnologico, espressione dell’eccellenza italiana. Lo strumento si chiama Phoenix (dal nome del noto uccello mitologico, capace di rinascere dalle sue ceneri) ed è prodotto da un’azienda italiana – la MES Meccanica per l’Elettronica e Servomeccanismi, ubicata a Roma sulla via Tiburtina – grazie anche alla collaborazione di Università internazionali che hanno messo in campo la loro esperienza nel settore della robotica applicata alla bioingegneria.

I pazienti paraplegici potranno avvalersi dell’esoscheletro dopo un corso pratico di formazione presso un centro ospedaliero specializzato. Per venire incontro alle finalità etico-sociali dell’iniziativa, si è cercato di limitare i costi di produzione mettendo lo strumento alla portata di un’utenza il più possibile ampia, grazie anche a forme di rateizzazione e al parziale rimborso del Servizio Sanitario Nazionale.

Per evidenziare l’importanza di questa innovazione, basti dire che, ai Mondiali di Calcio del 2014 a San Paolo del Brasile, è stato proprio un ragazzo paraplegico dotato di esoscheletro a dare il calcio di inizio, avviando simbolicamente il grande evento sportivo.

Carlo Jovine