Il mio incontro con il Papa in occasione dell’Udienza del 14 novembre 2024

11/21/20243 min leggere

Si è svolto a Roma, dall’11 al 14 novembre 2024, l’annuale convegno del Dicastero delle Cause dei Santi presso l’Istituto Patristico Augustinianum.

Il convegno, dedicato all’approfondimento delle tematiche fondamentali che riguardano, appunto, le Cause dei Santi, era quest’anno intitolato al tema: “Martirio e offerta della vita”.

Nella mia veste di Perito ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi, ho avuto il piacere di partecipare, come ogni anno, al convegno.

Dopo il saluto iniziale del Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, sono stati numerosi e importanti gli argomenti trattati: dall’odio contro la fede nei vari contesti sociali e geografici, al martirio nelle altre confessioni cristiane.

A conclusione dei lavori, giovedì 14 novembre, si è tenuta, presso la Sala Clementina del Palazzo Apostolico, l’Udienza con il Santo Padre Francesco.

Il Pontefice ha iniziato il suo discorso ricordando le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. Ed ha spiegato che «soltanto l’amore può dare ragione della Croce», perché «nella Croce di Cristo c’è tutto l’amore di Dio, c’è la sua immensa misericordia».

«Per essere santi – ha continuato Papa Francesco – non occorre soltanto lo sforzo umano o l’impegno personale di sacrificio e di rinuncia. Prima di tutto bisogna lasciarsi trasformare dalla potenza dell’amore di Dio, che è più grande di noi…».

Queste parole mi hanno fatto pensare alle straordinarie vicende esistenziali ed umane che ho potuto conoscere nei dettagli durante le Cause di Beatificazione e Canonizzazione alle quali ho partecipato nella mia qualità di neurologo incaricato di valutare l’inspiegabilità scientifica degli eventi di presunta natura miracolosa. Mi hanno fatto pensare ai grandi Santi, come Karol Wojtyla e Madre Teresa di Calcutta…

«Questa prospettiva illumina anche il vostro lavoro per le Cause dei Santi», ha poi sottolineato Papa Bergoglio rivolgendosi ai presenti: «un servizio prezioso che offre la Chiesa affinché non venga mai meno il segno della santità vissuta e sempre attuale».

«Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio e vi incoraggio a portare avanti con passione il vostro lavoro per le Cause dei Santi – ha aggiunto il Papa prima della benedizione finale –, vi affido all’intercessione della Vergine Maria e di tutti i testimoni di Cristo, i cui nomi sono nel libro della vita».

Dopo il discorso, il Santo Padre ha voluto salutare personalmente tutti i partecipanti al Convegno.

E il mio pensiero è tornato a quel momento emozionante di molti anni addietro in cui incontrai per la prima volta Papa Francesco, eletto da poco al Soglio Pontificio. Fu una circostanza del tutto casuale. Era una giornata estiva ed ero appena entrato con la mia Lambretta dentro le mura vaticane, quando intravidi un uomo vestito di bianco che camminava accanto ad un prelato. Frenai d’impulso e mi voltai verso di lui. E Papa Francesco mi venne incontro con quella affabilità e quel calore umano che sono componenti istintive del suo modo di essere. Mi presentai come Perito medico delle Cause dei Santi, scambiai con lui qualche parola, e lo salutai con affetto spontaneo rivolgendogli i miei sinceri auspici per gli ardui impegni del suo Pontificato.

Negli anni successivi, ogni volta che ho avuto modo di rivedere il Santo Padre, ho ripensato alla bellezza di quel nostro primo incontro. E così è stato anche nell’incontro del 14 novembre scorso nella Sala Clementina, nel quale ho ritrovato, ancora una volta, la dolcezza del suo sorriso paterno. In quella sede ho colto l’occasione per ringraziare il Papa per le parole di sostegno e di speranza che mi scrisse in occasione della pubblicazione del mio libro “Testimone di miracoli. Tra Scienza e Fede”, nonché per il suo vivo apprezzamento e l’esortazione a continuare ad annunciare con fervore la gioia del Vangelo: «Cosa che ho continuato a fare…», ho detto sinceramente a Papa Francesco.

È stata una gioia, per me, rivedere ancora una volta il Santo Padre e percepire in lui, nonostante il trascorrere degli anni e le immense fatiche connesse al suo Pontificato in un periodo storico denso di conflitti e di guerre, la stessa serenità e la stessa apertura fraterna. E mi sono tornate in mente le parole da lui pronunciate in occasione dei due precedenti convegni organizzati dal Dicastero delle Cause dei Santi, quando, con riferimento all’Esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”, sottolineò l’esigenza di comprendere sempre meglio la chiamata universale alla santità e ribadì quel suo straordinario concetto dei “santi della porta accanto”, che ci responsabilizza tutti a vivere la carità nelle piccole cose della vita quotidiana, nonostante i nostri limiti e difetti. Seguendo Gesù fino in fondo.

Carlo Jovine

Perito ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi