Il miracolo di Madre Teresa: intervista al prof. Carlo Jovine

5/31/20214 min leggere

Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace 1979 e figura eminente dell’umanitarismo religioso del XX secolo, è stata proclamata santa da Papa Francesco il 4 settembre 2016.

In occasione della cerimonia di canonizzazione in San Pietro, il prof. Carlo Jovine, componente della Consulta Medica Vaticana, ha rilasciato un’intervista in cui spiega i dettagli della guarigione inspiegabile attribuita all’intercessione di Madre Teresa e riconosciuta dalla Chiesa come miracolo.

«La mia esperienza professionale mi ha posto più volte di fronte ad eventi difficilmente spiegabili dal punto di vista scientifico, ma ciò che è accaduto nel 2008 ad un ingegnere brasiliano ha veramente dell’incredibile…».

A parlare così è il prof. Carlo Jovine, perito ufficiale della Congregazione delle Cause dei Santi, primario neurologo all’ospedale San Giovanni Battista dell’Ordine di Malta.

Il prof. Jovine ha fatto parte della Consulta Medica Vaticana incaricata di analizzare, dal punto di vista scientifico, la straordinaria guarigione dell’ingegnere brasiliano Marcilio Haddad Andrino per intercessione di Madre Teresa di Calcutta. Il miracolo, cioè, per cui Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto di canonizzazione.

Nel dicembre del 2008, all’età di 35 anni, l’ingegner Andrino venne ricoverato d’urgenza. Si era ammalato all’improvviso e presentava gravi disturbi nella sfera neurologica. Gli esami specialistici avevano evidenziato la presenza di otto ascessi cerebrali, ovvero otto punti in cui erano localizzate aree di infezione nel cervello.

Spiega il prof. Jovine che l’ascesso cerebrale è un’area purulenta a genesi batterica o virale, che determina la distruzione dei tessuti e la produzione di pus all’interno dell’encefalo.

Dopo il ricovero d’urgenza, la TAC confermò la gravità della patologia in atto. Il paziente entrò in coma e, dopo qualche giorno, comparve anche un idrocefalo ostruttivo, vale a dire una ostruzione delle vie liquorali del cervello che determinò un quadro di ipertensione endocranica.

La situazione era così grave che il medico chirurgo, prof. Cabral, in presenza di un quadro clinico in progressivo deterioramento, con il rischio di morte imminente, decise di sottoporre il paziente ad un intervento d’urgenza. Ma fu proprio a questo punto che accaddero una serie di eventi inspiegabili.

L’ingegner Andrino, condotto in sala operatoria in condizioni di coma, improvvisamente aprì gli occhi e, tra lo stupore dei presenti, domandò perché si trovava lì. Il prof. Cabral, ripresosi dallo stupore e constatata la piena lucidità del paziente, decise di non effettuare l’intervento chirurgico previsto e di eseguire una immediata TAC dell’encefalo per capire cosa stava accadendo. L’esame rivelò una radicale modifica del quadro patologico preesistente, con la scomparsa dell’idrocefalo acuto e la riduzione del 70% degli ascessi cerebrali.

In pochi giorni Marcilio Haddad Andrino migliorò a tal punto che il prof. Cabral, constatandone le perfette condizioni cliniche e neurologiche, decise di dimettere il paziente certificando l’assenza di ogni traccia delle precedenti alterazioni. Non vi era, cioè, alcuna traccia né di ascessi cerebrali né di idrocefalo. Ma la cosa più sorprendente era che il paziente non presentava alcun esito invalidante in conseguenza della grave patologia che l’aveva colpito.

Nel volgere di pochi giorni – dal 13 dicembre, data del previsto intervento chirurgico, al 23 dicembre, data in cui era stato dimesso dall’ospedale – l’ingegnere era guarito in maniera definitiva e totale.

L’ingegner Andrino attualmente guida, lavora, ha due figli, è totalmente autonomo e, soprattutto, non presenta conseguenze negative di alcun genere. Una guarigione che, in relazione alla gravità, al decorso e alle gravi complicanze associate, si discosta in maniera inspiegabile dall’iter naturale della malattia, così come a conoscenza della scienza medica.

Occorre sottolineare infatti che, anche nel caso ipotetico di una eventuale guarigione, questa avrebbe avuto bisogno di un intervento chirurgico (che non c’è stato), avrebbe avuto un decorso lento e comunque avrebbe lasciato degli esiti. E invece la guarigione si è manifestata spontaneamente senza nessun intervento medico.

«Non ci sono precedenti – spiega Jovine –, da un solo ascesso cerebrale si può anche guarire, ma con otto ascessi cerebrali e un idrocefalo acuto, la percentuale dei decessi è praticamente del 100%. Da questa concatenazione di eventi e dagli esami clinici, specialistici e peritali, bisogna necessariamente concludere che ci troviamo di fronte ad un evento scientificamente inspiegabile, avvenuto in modo risolutivo, istantaneo, duraturo e totale. E questo, per la Chiesa, equivale a dire miracolo».

Un miracolo che, per le modalità con le quali si è manifestato, riconduce all’intercessione di Madre Teresa, la celebre suora albanese, fondatrice delle Missionarie della Carità e protettrice degli “ultimi”, che visse e morì in odore di santità confermando con la sua vita esemplare la “vox populi” che la voleva santa già in vita.

Ma qual è il legame tra Madre Teresa e la guarigione inspiegabile di Marcilio Haddad Andrino?

La moglie dell’ingegnere brasiliano, Fernanda, mentre le condizioni di suo marito erano in drammatico peggioramento, si recò da padre Elmiran Ferreira, parroco della chiesa di Aparecida a São Vicente (Stato di San Paolo, Brasile).

Il parroco era intento a celebrare una Messa di commemorazione con le Missionarie della Carità. Padre Ferreira ascoltò l’accaduto e cercò di consolare Fernanda; le consegnò un libretto di novene e le disse di continuare a pregare chiedendo l’intercessione della Beata Madre Teresa.

La situazione stava precipitando. Così, la sera prima dell’intervento chirurgico, padre Ferreira si recò in ospedale insieme alla donna. Recitarono insieme le preghiere e amministrò a Marcilio il sacramento dell’Estrema Unzione. Dopodiché, insieme a Fernanda, pose accanto alla testa dell’uomo un santino e una reliquia di Madre Teresa. Di lì a poco si manifestò la straordinaria guarigione.

Il prof. Jovine ha sottolineato che, sebbene egli sia un credente, quando svolge incarichi peritali di questa delicatezza e responsabilità, tende volutamente a sgombrare il campo da ogni suggestione per concentrarsi esclusivamente sull’oggettività scientifica del caso in esame. Così fu nel 2011, quando analizzò la guarigione inspiegabile di suor Normand che portò alla beatificazione di Giovanni Paolo II, e così è stato per la guarigione dell’ingegner Andrino, attribuita al miracolo di Madre Teresa.

La conclusione è che l’oggettività dell’analisi, basata sui riscontri medici e documentali, conferma che la guarigione dell’ingegner Andrino risulta assolutamente inspiegabile dal punto di vista scientifico. Siamo in presenza, dunque, di un evento incredibile che fornisce una ulteriore prova della santità di Madre Teresa.

Intervista a cura di Antonio Gaspari