Il Prof. Carlo Jovine e il Prof. Massimo Chiara ospiti del programma RAI “Cristianità”

4/7/20255 min leggere

A distanza di pochi mesi, il Prof. Carlo Jovine è tornato a partecipare al programma RAI “Cristianità”, ideato e condotto da Suor Myriam Castelli, che si rivolge ai telespettatori dei cinque continenti, con particolare riferimento agli italiani residenti all’estero: un’audience di circa sei milioni di persone.

In occasione del “Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità”, il Prof. Jovine – già noto ai telespettatori quale responsabile degli studi scientifici sugli eventi miracolosi che hanno condotto alla canonizzazione di Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta – ha portato la testimonianza degli specialisti in medicina insieme al suo collega Prof. Massimo Chiara, neurochirurgo del Policlinico Umberto I di Roma.

In apertura della puntata di domenica 6 aprile, prima del collegamento con Piazza San Pietro per la celebrazione della Messa presieduta dall’arcivescovo Rino Fisichella, Suor Myriam ha presentato gli altri due ospiti presenti in studio: Padre Enzo Vitale, dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, e Silvia Guidi, giornalista dell’“Osservatore Romano” e di “Vatican News”.

Padre Vitale ha sottolineato i benefici delle nuove tecnologie per la cura dei malati e ha ricordato l’importanza della comunicazione da remoto durante la pandemia di Covid-19, che aveva imposto una necessaria limitazione dei contatti personali.

Il successivo collegamento con San Pietro ha regalato ai telespettatori un momento di intensa commozione nel vedere la presenza di Papa Francesco, che ha salutato i fedeli con voce ancora affaticata ma dando prova di un visibile miglioramento.

Al termine della trasmissione della funzione religiosa, Suor Myriam ha dato la parola al Prof. Carlo Jovine e al Prof. Massimo Chiara, entrambi componenti della Commissione Medica Vaticana e Periti Ufficiali del Dicastero delle Cause dei Santi.

Rispondendo a una domanda di Suor Myriam, il Prof. Chiara ha sottolineato l’importanza di un atteggiamento empatico nei confronti del malato, che costituisce un presupposto etico per tutti coloro che sono impegnati nel campo della sanità: medici, infermieri, volontari e operatori pastorali.

«Il lavoro con il malato – ha spiegato il Prof. Chiara – dev’essere fatto con atteggiamento caritatevole in un cammino di verità. Io personalmente, come neurochirurgo, mi pongo continuamente questi obiettivi, perché la mia specialità medica è piuttosto difficile e richiede una costante collaborazione con i colleghi e con gli ammalati. Io e i miei colleghi ci troviamo spesso nella condizione di dover informare i parenti dei malati sui rischi e i benefici dell’intervento chirurgico, e anche questo aspetto richiede abnegazione e un impegno di professionalità».

A questo punto Suor Myriam ha ricordato che pochi giorni prima – per l’esattezza il 2 aprile – si era svolta la commemorazione per i venti anni dalla morte di Karol Wojtyla, che nel 1992 aveva istituito la “Giornata Mondiale del Malato”. E rivolgendosi al Prof. Chiara, ha domandato: «Chi era per lei Papa Giovanni Paolo II?».

«È stato un grande uomo – ha risposto il neurochirurgo –, che ha vissuto una giovinezza tormentata per la prematura scomparsa dei parenti più prossimi e che ha lottato contro due fenomeni totalitari come il nazismo e il comunismo. Di lui ricordo la devozione alla Vergine Maria e la grande missione pastorale, che ha diffuso il messaggio evangelico in tutto il mondo».

La suora si è rivolta allora al Prof. Jovine, che ha avuto la fortuna di conoscere Papa Wojtyla personalmente, e Jovine ha ricordato un episodio che ancora lo commuove a distanza di molti anni: «Ho conosciuto Giovanni Paolo II durante il Grande Giubileo del 2000, quando era già malato di Parkinson. “Lei che cosa fa?”, mi domandò il Papa. “Sono un medico neurologo”, risposi. E allora lui mi disse: “Avrò bisogno di lei…”. Ma io osservai: “Santità, io sono un giovane medico e lei è curato dai più grandi neurologi…”. “Avrò bisogno di lei”, riaffermò il Papa. Quelle parole mi tornarono alla mente diversi anni dopo (quasi fossero state una premonizione) quando fui chiamato a far parte della Consulta Medica Vaticana incaricata di verificare l’inspiegabilità scientifica della guarigione di Suor Normand dal morbo di Parkinson, che si rivelò decisiva per il processo di canonizzazione di Giovanni Paolo II».

«Ho avuto la possibilità di approfondire lo spessore umano e pastorale di Giovanni Paolo II anche grazie ai miei dialoghi con Mons. Slawomir Oder, oggi Vescovo in Polonia», ha continuato il Prof. Jovine. «Con Mons. Oder, che fu Postulatore del processo di canonizzazione del Pontefice polacco, ho mantenuto un fraterno rapporto di amicizia e, proprio in questi giorni, abbiamo ricordato insieme la figura di Wojtyla tracciando queste semplici parole: “Instancabile nella sua opera di apostolato; aperto al dialogo con le altre religioni; attento alle necessità dei più poveri; strenuo difensore della libertà e della dignità dell’uomo, della difesa della vita, del lavoro e della tutela della famiglia e dei sofferenti; vicino ai giovani; grande comunicatore; un dono di Dio alla Chiesa e all’Umanità”».

Il Prof. Jovine si è quindi soffermato su un altro importante aspetto dell’apostolato di Giovanni Paolo II, il dialogo tra Scienza e Fede che il Papa promosse con la sua grande Enciclica “Fides et Ratio” pubblicata nel 1998: «Un’Enciclica che ha dimostrato la possibilità per l’uomo, attraverso un uso proficuo della ragione, di passare dall’immanente al trascendente, dal fenomeno al fondamento…».

«Giovanni Paolo II è stato capace di una sintesi fra l’umano e il divino…», ha commentato a tale proposito Suor Myriam, che ha poi presentato un breve filmato sulla biografia del Pontefice polacco con interventi del Prof. Marco Gallo dall’Argentina e del celebre sindacalista Lech Walesa dalla Polonia, che hanno entrambi ricordato il grande ruolo svolto da Papa Wojtyla anche sul fronte geopolitico e della difesa della pace.

Avviandosi verso la conclusione, Suor Myriam ha dato nuovamente la parola ai due medici presenti in studio. Massimo Chiara ha messo in evidenza la delicata responsabilità dei componenti della Consulta Medica Vaticana che analizzano le guarigioni miracolose propedeutiche al pronunciamento di santità da parte della Chiesa, e Carlo Jovine ha parlato del lavoro di approfondimento scientifico, da lui svolto insieme al Dott. Chiara, nell’ambito del processo di canonizzazione del beato Carlo Acutis, che sarà proclamato santo il prossimo 27 aprile, nel contesto del “Giubileo degli Adolescenti”.

Il Prof. Jovine è tornato poi a sottolineare la fondamentale funzione svolta da Giovanni Paolo II per l’avvio di un rinnovato dialogo tra Scienza e Fede: argomento al quale Jovine ha dedicato il suo recente volume intitolato “Testimone di miracoli”, nel quale racconta la sua straordinaria esperienza di medico posto di fronte alla veridicità dei fenomeni miracolosi, inspiegabili per la ragione umana ma oggettivamente rispondenti al vero. Un libro che, tra i molti motivi d’interesse, approfondisce anche il tema delle cosiddette “esperienze ai confini della morte”, che sembrano dare una conferma sul piano scientifico della sopravvivenza dell’anima, da sempre affermata dalla religione cristiana.

Il Prof. Jovine ha infine concluso dando lettura di alcuni bellissimi versi, tratti da una poesia scritta da Karol Wojtyla negli anni giovanili:

“L’amore mi ha spiegato ogni cosa,
l’amore ha risolto tutto per me –
perciò ammiro questo Amore
dovunque Esso si trovi”.

Per rivedere su “Rai Play” la puntata completa del programma “Cristianità” del 6 aprile 2025, collegarsi al link:

https://www.raiplay.it/video/2025/04/Cristianita-del-06042025-b4a1b381-b196-49ed-9ebc-b5fd8dce5af1.html?wt_mc=2.app.wzp.raiplay_prg_Cristianita

Massimo Nardi