La Pontificia Accademia di Teologia inaugura la nuova sede

11/7/20244 min leggere

Il 7 novembre 2024 la Pontificia Accademia di Teologia, presieduta da Mons. Antonio Staglianò, ha inaugurato a Roma la sua nuova sede nello storico Palazzo Maffei Marescotti, in Via della Pigna 13/A.

Per l’occasione si è svolto un incontro, finalizzato ad approfondire i nuovi compiti affidati all’Accademia da Papa Francesco, che avranno nella nuova sede il loro centro operativo.

Sono intervenuti in qualità di relatori: Mons. Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia (PATH); Mons. Edgar Peña Parra, Sostituto della Segreteria di Stato della Santa Sede; Mons. Cesare Pagazzi, Segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione; Prof. Giuseppe Marco Salvati, Prelato Segretario PATH.

I saluti e l’introduzione ai lavori sono stati a cura di Mons. Staglianò, che ha rivolto un ringraziamento al Santo Padre per la sede conferita alla PATH e si è soffermato sul significato della Lettera Apostolica “Ad Theologiam Promovendam”, con la quale sono stati approvati i nuovi Statuti della Pontificia Accademia di Teologia.

«La Lettera Apostolica “Ad Theologiam Promovendam” – ha detto Mons. Staglianò – è una fonte di grande ricchezza per l’elaborazione di un progetto sapienziale che ci aiuti nella vita di fede, per una testimonianza cristiana che risulti resiliente rispetto alla barbarie culturale della società dell’iper-mercato».

Con i nuovi Statuti – ha spiegato il Presidente dalla Pontificia Accademia – si vuole creare un nuovo percorso per allargare i confini in tutti i campi del sapere, per guardare a una “civiltà dell’amore” che sia alternativa al modello dell’individualismo contemporaneo. All’origine del pensiero c’è sempre un’emozione, una scossa emozionale, e quindi all’origine dell’amore c’è sempre il cuore di Gesù. Per questo la nuova teologia dovrà essere una teologia in stile sapienziale, capace di cogliere il senso dell’incarnazione di nostro Signore: «una teologia che sa di carne e di popolo».

«La nostra nuova sede – ha continuato Staglianò – dovrà diventare un “pensatoio” per creare una sorta di “illuminismo cristico” nella direzione della Sinodalità». Per tale motivo, accanto all’insegnamento accademico, saranno sviluppate nuove iniziative nell’ambito della solidarietà e della promozione della carità. A tal fine, saranno anche promossi dei “Cenacoli teologici” destinati ad essere dei punti di confronto e aggregazione.

Tutto ciò in conformità alla Costituzione Apostolica “Praedicate Evangelium”, promulgata nel 2022 da Papa Francesco – ha precisato in conclusione Mons. Staglianò –, secondo la quale tutte le strutture della Curia dovranno essere orientate all’evangelizzazione.

Ha poi preso la parola Mons. Mons. Peña Parra con un’esortazione che riassume il senso dell’impegno cristiano per reagire alla crisi epocale che stiamo vivendo: «Dopo trecento anni di Illuminismo razionalista, dobbiamo ritrovare una concezione della vita che non lasci fuori nulla di umano…».

Il Sostituto della Segreteria di Stato ha poi citato l’articolo 16 della “Praedicate Evangelium” che sottolinea la necessità di “rispettare, il più possibile, il criterio dell’universalità”. Questo comporta l’impegno missionario per l’annuncio del Vangelo – ha spiegato l’Alto Prelato –, e dunque la Pontificia Accademia di Teologia sarà portatrice di una “teologia in uscita” per annunciare il disegno salvifico di Dio: «Una teologia aperta al mondo e alle sue sfide. Una teologia capace di interpretare il Vangelo nelle condizioni in cui vivono le donne e gli uomini del nostro tempo». In tale prospettiva, l’Accademia sarà anche «un luogo privilegiato per svolgere un compito di sinodalità, anche con un maggiore coinvolgimento dei laici e delle altre Confessioni cristiane».

La riforma della Chiesa – ha concluso Mons. Peña Parra – richiede anzitutto un cambiamento personale, un cambiamento del cuore. La riforma della struttura verrà di conseguenza.

Mons. Pagazzi si è soffermato invece sul significato autentico della parola “Sapienza”, spiegando che «la vera Sapienza non ha nulla di astrattamente intellettualistico, ma è vicina al senso pratico», che significa promuovere l’azione del bene. E a tale proposito, ha citato il Vangelo di Luca: “Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini”.

«Il pensiero sapiente – ha sottolineato Mons. Pagazzi – è un pensiero pieno di speranza. E la teologia deve essere umile, perché comprende cose che possiamo capire adesso, cose che possiamo intuire adesso, e cose che non sappiamo…».

Il Prof. Salvati ha poi concluso il giro degli interventi approfondendo i contenuti della Lettera Apostolica “Ad Theologiam Promovendam” che ha definito la nuova identità della PATH. È compito dell’Accademia – ha spiegato Salvati – umanizzare i saperi della fede, curando in particolare gli aspetti transdisciplinari. E ciò significa valorizzare in contemporanea tre aspetti della nuova Accademia: l’aspetto accademico, l’aspetto sapienziale e quello solidale.

«Siamo tutti “mendicanti di conoscenza”», ha detto il Segretario della PATH, e ha terminato ricordando le parole di Papa Francesco, secondo il quale il Vangelo è lo strumento per “arrivare al cuore di tutti”.

Ha ripreso infine la parola Mons. Antonio Staglianò per annunciare una lieta sorpresa: Papa Francesco ha affidato alla PATH la famosa Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo affinché diventi un centro propulsore dell’“intellectus amoris”. E a questo annuncio è seguito l’applauso caloroso e spontaneo dei numerosi partecipanti all’evento.

Al termine dei lavori è stato distribuito a tutti i presenti un libretto, pubblicato a cura di Marcianum Press, intitolato “Ad Theologiam Promovendam - Vademecum”. «Il Consiglio Direttivo della Pontificia Accademia di Teologia – si legge nell’Introduzione del “Vademecum” – ha ritenuto opportuno presentare, in modo sintetico, i contenuti e gli orientamenti teologici più significativi presenti nella Lettera Apostolica in forma di motu proprio “Ad Theologiam Promovendam”, con cui Papa Francesco ha approvato i nuovi Statuti della nostra Accademia. Si tratta di uno strumento agile, che intende rendere ragione dell’importanza del Documento pontificio ed evidenziare il singolare contributo che esso offre, non solo all’Accademia, ma alla riflessione teologica di tutta la Comunità ecclesiale cattolica».

Carlo Jovine

Perito ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi