La recensione de “L’Osservatore Romano” al libro di Carlo Jovine “Testimone di miracoli”

1/20/20253 min leggere

I miracoli tra Scienza e Fede in un libro di Carlo Jovine

MESSAGGI DI SPERANZA

«Cerco di spiegare ciò che oltrepassa l’eccezionalità dell’evento per diventare messaggio di speranza».

Carlo Jovine, nel suo libro “Testimone di miracoli. Tra Scienza e Fede”, condensa le sue esperienze di Perito ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi e di Perito medico del Tribunale ordinario della Diocesi di Roma, già Primario neurologo dell’Ospedale dell’Ordine di Malta, conferenziere e scrittore.

Nella prefazione, Massimo Nardi afferma «che i miracoli ascrivibili alla sfera spirituale possono svolgere una essenziale funzione per risvegliare la nostra attitudine contemplativa verso un percorso di speranza e di conversione del cuore», il che mette in luce il ruolo di questa virtù teologale, nella vita dei cristiani, non solo per quanto riguarda i processi dei candidati agli onori degli altari.

Il volume, articolato in venti capitoli e un’appendice (dove sono riportati i pensieri di alcuni tra i più grandi scienziati del secolo scorso) poggia sostanzialmente su tre cardini che ne costituiscono le tre parti.

Il primo è il racconto – fatto nel rispetto degli obblighi di riservatezza previsti dalle norme ecclesiali – della sua personale vicenda di medico a confronto con il mistero delle guarigioni inspiegabili riconosciute dalla Chiesa come miracoli.

Sono vicende che hanno avuto ampia risonanza mediatica per la fama di santità degli intercessori che contano milioni di fedeli in tutto il mondo. Ad esempio, al capitolo cinque su Albino Luciani, si racconta del dono della vita a una bambina di undici anni, ottenuto grazie alla sua intercessione: «Il parroco e la signora Roxana, che aveva affrontato il doloroso calvario della figlia senza mai perdere la fede e la speranza nella guarigione, iniziarono ad invocare l’intercessione di Giovanni Paolo I ponendo congiuntamente le mani sul corpo di Candela».

Il secondo è dato dagli eventi miracolosi del Novecento (dai miracoli eucaristici alle stimmate di San Pio di Pietrelcina), che la scienza non è stata in grado di spiegare nemmeno avvalendosi degli strumenti tecnologici più avanzati.

Risulta particolarmente interessante il capitolo 10 dedicato all’enigma irrisolto di tre immagini: la Sacra Sindone, il Velo di Manoppello e la Tilma di Guadalupe.

L’ultimo indaga sui sempre più evidenti punti di contatto fra il magistero della Chiesa e le punte avanzate della scienza, con le testimonianze dei più grandi scienziati contemporanei.

Per quanto riguarda la nuova alleanza tra scienza e fede, spicca il capitolo 17 che esplora la relazione tra la scienza e l’esistenza di Dio. A colloquio con gli scienziati: Bruschi, Eccles, Montalcini, Zichichi, emerge una domanda del Premio Nobel neurofisiologo australiano John Carew Eccles: «Dobbiamo forse rinunciare alla speranza, perché la nostra ignoranza sulla nostra origine è pari alla nostra ignoranza sul nostro destino? (...) Nel mistero del nostro essere in quanto esistenze autocoscienti, noi possiamo trovare i motivi di una speranza, dal momento che poniamo la nostra personale esperienza, delicata, sensibile e fugace, contro la terrificante immensità di uno spazio e di un tempo illimitati».

Nel saggio l’autore affronta, tra l’altro, il tema del fine vita (autentico tabù della società materialistica del tempo attuale), riguardo il quale si assiste all’inedita convergenza fra il principio di sopravvivenza dell’anima, da sempre affermato dalla Chiesa, e le più recenti conquiste conoscitive della scienza, che cominciano ad ammettere l’esistenza di una individualità pensante esterna al cervello del corpo fisico.

A tale proposito, Jovine riporta nel libro le illuminanti parole di Papa Francesco, pronunciate il 24 agosto 2022 nel corso di una catechesi sulla vecchiaia: «Noi non possiamo immaginare questa trasfigurazione della nostra corporeità mortale, ma siamo certi che essa manterrà riconoscibili i nostri volti e ci consentirà di rimanere umani nel cielo di Dio».

E proprio da Papa Francesco l’autore ha ricevuto in dono parole di sostegno e speranza, attraverso una lettera nella quale il Santo Padre esprime apprezzamento per il libro che permette di approfondire il rapporto tra fede e scienza e lo incoraggia a continuare ad annunciare con fervore la gioia del Vangelo, parole che sono arrivate anche dai cardinali Matteo Maria Zuppi, Angelo De Donatis e Raniero Cantalamessa.

Fonte:
L’OSSERVATORE ROMANO
martedì 21 novembre 2023

Simone Caleffi
Università LUMSA
Coordinatore Dimensione sapienziale Pontificia Accademia di Teologia