L’amore: impulso biologico o sentimento dell’anima?
1/22/20244 min leggere


La “rivoluzione” di Papa Francesco – volta a liberare la Chiesa da ogni ideologia storicizzata per far emergere il nucleo essenziale della fede – passa anche attraverso la valorizzazione del rapporto tra fede e scienza.
In occasione di un incontro con i Padri Gesuiti, avvenuto nell’estate del 2023 durante la sua visita apostolica in Portogallo, il Santo Padre ha infatti spiegato: «la comprensione dell’uomo muta col tempo, e così anche la coscienza dell’uomo si approfondisce. Anche le scienze e la loro evoluzione aiutano la Chiesa in questa crescita nella comprensione. La visione della dottrina della Chiesa come un monolite è errata».
«Quello che a me non piace – ha aggiunto in quella sede il Pontefice – è che si guardi al cosiddetto “peccato della carne” con la lente d’ingrandimento, così come si è fatto per tanto tempo…».
Un tema, quest’ultimo, che Papa Francesco ha ripreso anche durante l’Udienza generale del 17 gennaio 2024, dove ha esordito con queste parole: «Nel cristianesimo non c’è una condanna dell’istinto sessuale. Un libro della Bibbia, il “Cantico dei Cantici”, è uno stupendo poema d’amore tra due fidanzati».
Guardando all’esperienza umana, si può dire che l’innamoramento «è una delle realtà più sorprendenti dell’esistenza», ha sottolineato il Papa. Nessuno sa «perché questo mistero accada, e perché sia un’esperienza così sconvolgente nella vita delle persone…».
Il mistero dell’amore è una dimensione psicologica ed esistenziale con la quale mi sono dovuto confrontare più volte nel corso della mia attività di medico neurologo: attraverso i racconti dei miei pazienti, ho potuto constatare l’intensa forza fusionale che emana, ma anche i tormenti e le contraddizioni…
Oggi c’è molta confusione nell’ambito dei rapporti affettivi e relazionali tra uomo e donna. Una confusione che si traduce, spesso, in decisioni errate in merito alla scelta del proprio partner, all’accettazione del vincolo matrimoniale e alla successiva creazione del nucleo familiare.
Per affrontare con una più chiara consapevolezza le gioie e le complessità del rapporto uomo-donna, è necessario comprendere le sostanziali differenze che sono alla base di sentimenti e stati emozionali tra loro diversi: l’essere attratti, infatuati, il voler bene, l’amare e l’essere innamorati.
Ai fini di tale comprensione, occorre premettere che negli animali, e quindi anche negli esseri umani, è presente ciò che viene definito “istinto”, e cioè un comportamento geneticamente determinato che spinge un essere vivente a compiere una certa azione in risposta ad un impulso di origine biologica, come mangiare, bere e riprodursi.
L’attrazione iniziale fra un uomo e una donna – la cosiddetta “infatuazione” – rientra spesso in una reazione istintuale del tipo suddetto: una reazione scarsamente filtrata alla luce del sentimento e della ragione, che si basa più sugli aspetti esteriori e superficiali, che sulle vere qualità dell’essere.
Il discorso si fa più delicato quando si cerca di definire le sostanziali differenze tra il voler bene, l’amare, e l’essere innamorati: tre stati emotivi diversi, che necessitano di essere adeguatamente compresi per poter compiere scelte di vita consapevoli e mature.
Riflettiamo sui primi due: voler bene ed amare.
Sebbene possano apparire come sinonimi, voler bene ed amare esprimono invece due stati diversi, che è importante identificare perché – come mi è capitato più volte di osservare nei rapporti di coppia –, dopo molti anni di unione, diverse persone scoprono di aver scambiato per amore quello che era, in realtà, solo uno stato di affezione, di reciprocità, di simpatia: che è, appunto, il voler bene.
Il voler bene è uno stato affettivo, di prossimità verso l’altro, che si manifesta in varie gradazioni, esprimendo solo in parte, e in modo diverso, il potenziale emotivo che è proprio dell’amore.
Amare, invece, è vivere un sentimento in sintonia con la coscienza, uno stato armonico di fluido divenire paragonabile a un grande fiume che scorre dolcemente verso il mare, che altro non è che l’infinito Amore (l’Agape della teologia cristiana).
Amare è fondare il rapporto sulla complementarietà, sulla dialettica fusionale, sull’omeostasi di forze di coesione che portano a condividere una vita insieme.
Amare è senso di unicità nel rapporto con l’Assoluto – come il primo uomo e la prima donna all’alba del mondo –, è libera scelta, conoscenza immanente e trascendente, intimità ed equilibrio, desiderio di fusione di due menti attraverso i propri corpi. Amare è infusione di pace, perché significa essere in pace con sé stessi e con gli altri, con il mondo e con Dio.
«Il vero amore non possiede, si dona – ha detto Papa Francesco –; servire è meglio che conquistare». Un’affermazione che trova riscontro, sul piano scientifico, nel pensiero del grande psicanalista Carl Gustav Jung, il quale ebbe ad affermare: «Dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore…».
Come l’amore può essere paragonato a un grande fiume tranquillo che scorre verso la foce, così l’essere innamorati può identificarsi con una imponente e fragorosa cascata. È il passare da una realtà ordinaria a una realtà straordinaria, dove ogni cosa assume un carattere di sacralità; è l’accendersi di un mondo nuovo di luci, di suoni e di colori; un mondo fatto di magia, di vibrazioni intense e di complicità, nel quale l’uomo e la donna avvertono una sensazione di “presente eterno” e si sentono parte del tutto.
Ogni uomo e ogni donna possono vivere insieme un rapporto d’amore consapevole e cosciente, con ripetuti stati di innamoramento. In questo sta la capacità della coppia di rigenerarsi, crescere insieme, ritrovarsi, saper essere al tempo stesso fiume e cascata. Nella consapevolezza che, in un rapporto interpersonale, non si può pensare di vivere di rendita dando le cose per scontate – come purtroppo oggi sovente avviene –, ma occorre ogni giorno tornare a dipingere una tela affinché si crei un capolavoro, un quadro che resista al tempo e oltre il tempo.
In questo periodo storico di gravi problematiche di coppia, mi sembra necessario che ognuno acquisisca la giusta consapevolezza di cosa significa voler bene, amare ed essere innamorati. Per non compiere scelte errate, che arrecano pregiudizio alla propria esistenza e si ripercuotono a danno dei figli e della comunità.
Concludo con le parole di Papa Francesco: è importante «difendere l’amore, l’amore del cuore, della mente, del corpo, amore puro nel donarsi l’uno all’altro». Il premio che ci aspetta «è il più importante in assoluto», quello cioè di «preservare quella bellezza che Dio ha scritto nella sua creazione quando ha immaginato l’amore tra l’uomo e la donna, che non è per usarsi l’un l’altro, ma per amarsi».
Carlo Jovine
Perito Neurologo della Diocesi di Roma
e del Dicastero delle Cause dei Santi
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