Ozonoterapia: una risorsa per le missioni nei Paesi più poveri del mondo
11/20/20213 min leggere


L’ozono divenne improvvisamente noto al grande pubblico a partire dagli anni ‘80, quando si cominciò a parlare del “buco dell’ozono” negli strati alti dell’atmosfera, le cui dimensioni erano aumentate a causa dei fluorocarburi prodotti e diffusi dalle attività umane.
In quella circostanza, la pubblica opinione scoprì che l’ozono è un elemento essenziale della vita perché ci protegge dalle radiazioni ultraviolette del sole, creando le condizioni per la sopravvivenza della nostra specie.
Senza il filtro dell’ozono – affermano gli scienziati – la vita sulla terra diventerebbero molto difficile, in un ambiente arido e desertificato.
Oggi, grazie alle moderne risorse della tecnologia, le proprietà protettive dell’ozono non agiscono soltanto nelle alte volte del cielo, ma anche – qui e subito – nella nostra vita quotidiana. Si diffonde sempre più, infatti, l’uso dell’ozono per fini terapeutici e per altri ambiti applicativi che l’esperienza sta rivelando via via.
Ma che cos’è questo ozono e da che cosa derivano le sue proprietà tanto speciali?
Possiamo dire, in estrema sintesi, che l’ozono (O3) è un gas instabile che si forma dalla conversione di molecole di ossigeno (O2). Esso viene liberato, in natura, dall’energia prodotta dai fulmini e, in laboratorio, da sofisticati apparecchi medicali detti “ozonizzatori”.
L’ozono è il più efficace disinfettante esistente in natura (120 volte più potente del cloro), e questo lo rende un valido strumento nella cura di molte patologie – la cosiddetta “ozonoterapia” – nonché in numerosi altri ambiti applicativi, che vanno dall’agricoltura alla veterinaria alla disinfezione dell’acqua. Un aspetto, quest’ultimo, che assume particolare rilievo ove si consideri che, nei Paesi più poveri del mondo, l’inquinamento delle falde acquifere è uno dei principali fattori di mortalità infantile.
È bene chiarire subito che la ozonoterapia non è un farmaco e non è una panacea per tutti i mali. È una pratica medica basata su una risorsa – l’ozono – resa disponibile dalla natura, che l’ingegno dell’uomo è riuscito a sfruttare per fini terapeutici e di tutela ambientale. Una risorsa priva di effetti collaterali che può potenziare, in molti casi, l’azione dei farmaci, rafforzando le capacità di difesa dell’organismo e migliorando le performance organiche grazie all’elevato apporto di ossigeno.
Le proprietà dell’ozono sono già note da tempo ed applicate con successo in molti Paesi del mondo, ma è solo recentemente che la ozonoterapia ha fatto, per così dire, un “salto di qualità” grazie agli sviluppi tecnologici che hanno consentito di produrre apparecchiature economiche e potenti, capaci di far confluire il prezioso gas, in modo mirato, nelle zone attaccate dagli agenti patogeni e nelle aree poco vascolarizzate.
Le applicazioni mediche dell’ozono sono molteplici, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche, attivatrici del sistema circolatorio, antivirali e antibatteriche, antiossidanti e favorenti l’utilizzo dell’ossigeno corporeo.
In medicina interna trova riscontro nel trattamento di processi infiammatori, nelle cardiopatie ischemiche, nel recupero post infarto, nelle epatopatie, nel diabete, nel morbo di Crohn, nelle coliti, nell’ulcera gastrica, nelle fibromialgie, nelle bronchiti acute e croniche.
In neurologia viene utilizzato nelle malattie neurovascolari, TIA, ictus ischemici, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, demenza senile precoce, ernie del disco (del rachide cervicale, dorsale e lombare), cefalee vascolari.
In ortopedia nei reumatismi articolari, nelle artrosi, nelle patologie della spalla, dell’anca e del ginocchio.
In oculistica nella maculopatia degenerativa.
In dermatologia nella cura dell’acne, dell’eczema, dell’herpes, e nel trattamento della cellulite.
Altre applicazioni si hanno, ad esempio, nell’ipertrofia prostatica e nelle sindromi da affaticamento cronico…
Possiamo dire, quindi, d’essere su un fronte avanzato della medicina, testimoniato da un notevole numero di studi scientifici e da una casistica di tutto rispetto, che offre già oggi molte certezze, con ampi spazi e scenari innovativi per il futuro.
In tale prospettiva, occorre guardare con attenzione alle indicazioni che vengono da due primarie istituzioni mondiali: la Pontificia Accademia delle Scienze che, in ossequio ai contenuti dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, è impegnata a individuare modalità di sostegno terapeutico per le “periferie del mondo”, e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che denuncia il problema dell’aumentata resistenza dei batteri patogeni. Sono indicazioni che aprono inedite possibilità applicative per l’ozono, grazie alle sue proprietà antibatteriche e antivirali che possono interagire sinergicamente con gli antibiotici.
Nel corso della mia esperienza professionale, ho avuto l’onore di far parte della Consulta Medica Vaticana che ha analizzato, dal punto di vista scientifico, le guarigioni miracolose avvenute per intercessione di Madre Teresa. Tutti conoscono l’eccezionale abnegazione della Santa di Calcutta che, disponendo di mezzi limitatissimi, riuscì a dare assistenza morale e materiale ai poveri e ai malati del subcontinente indiano. L’idea che l’ozonoterapia possa essere di ausilio ai numerosi missionari che, con analogo spirito di santità, operano oggi nelle aree più povere del mondo è uno dei motivi che mi spingono a credere in questa pratica medica, e a dare il mio apporto affinché ne venga estesa la conoscenza.
Carlo Jovine
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