Presentato in Molise “Testimone di miracoli”, il libro del Prof. Carlo Jovine
8/30/20234 min leggere


Dando seguito all’evento svoltosi il 7 giugno presso la Società Dante Alighieri di Roma, con la partecipazione di Mons. Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, è stato presentato il 20 agosto ad Agnone (Molise) il libro “Testimone di miracoli. Tra Scienza e Fede” del Prof. Carlo Jovine.
Anche in questo caso l’evento ha visto la presenza, in qualità di relatore, di un autorevole teologo: Don Settimio Luciano, Preside e Docente di Filosofia Teoretica dell’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano. A conferma dell’elevato interesse che il libro sta suscitando in ambito ecclesiale per via della straordinaria esperienza che il Prof. Jovine ha vissuto quale neurologo della Consulta Medica Vaticana, incaricato di indagare sul piano scientifico le guarigioni miracolose avvenute per intercessione di grandi figure della cristianità (da Karol Wojtyla a Madre Teresa ad Albino Luciani).
Don Settimio Luciano è stato affiancato come relatore dal Prof. Sergio Sammartino, nativo di Agnone e Docente di Filosofia presso il Liceo Classico “M. Pagano” di Campobasso, nonché figlio di una illustre personalità molisana: Remo Sammartino (1913-2006), che fu per lunghi anni deputato e senatore nelle file della Democrazia Cristiana.
La presentazione del libro, svoltasi nella Sala Consiliare di Palazzo San Francesco, è stata organizzata a cura del Centro Studi Alto Molise “Luigi Gamberale”, con il patrocinio del Comune di Agnone, nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Ippolito Amicarelli (1823-1889), che fu nativo di Agnone e deputato nella VIII legislatura del Regno d’Italia.
Marcella Amicone, in qualità di responsabile del Centro Studi Alto Molise, ha introdotto gli ospiti e salutato il pubblico presente in sala, ricordando la meritoria attività socio-culturale svolta dal Centro: promuovere il territorio e gli intellettuali locali, anche al di fuori dei confini regionali, al fine di generare interesse e attrarre nuove presenze.
I due relatori hanno inquadrato la complessa problematica del libro del Prof. Jovine con riferimento alle implicazioni teologiche e alle riflessioni di carattere filosofico che il libro propone attraverso i mirabili eventi miracolosi presentati. Eventi miracolosi che non solo confermano la fondatezza del patrimonio spirituale che la Chiesa ha consolidato nei secoli, ma apportano anche ulteriori elementi probatori che stanno oggi vivificando un nuovo dialogo tra Scienza e Fede.
Un incontro, quello tra Scienza e Fede, suggellato dalla reciprocità esistente tra filosofia e fede, come ha spiegato Papa Giovanni Paolo II nell’Enciclica “Fides et Ratio”: «Le verità religiose, in qualche misura, affondano le loro radici anche nella filosofia. La Chiesa considera la filosofia un aiuto indispensabile per approfondire l’intelligenza della fede e per comunicare la verità del Vangelo. Ai teologi e ai filosofi spetta il dovere di indagare sui diversi aspetti della verità, per partecipare alcune riflessioni sul cammino che conduce alla vera sapienza».
E proprio dalla grande figura di Giovanni Paolo II è partito il Prof. Jovine per ripercorrere, in un’emozionante successione, le straordinarie vicende che hanno costellato la sua esperienza di “testimone di miracoli”.
Carlo Jovine ha raccontato la storia di Suor Normand, la religiosa miracolata dal Papa Santo, guarita dal morbo di Parkinson (una malattia considerata inguaribile dalla scienza) dopo un’invocazione comunitaria rivolta dalle sue consorelle a Karol Wojtyla, scomparso da appena due mesi. E poi la vicenda dell’ingegnere brasiliano Marcilio Haddad Andrino, il cui cervello stava letteralmente “esplodendo” per la presenza di otto ascessi a genesi batterica o virale: ascessi improvvisamente scomparsi dopo un’invocazione a Madre Teresa. E quindi la vicenda della giovane Candela G., una bambina argentina colpita da una encefalopatia epilettica refrattaria a ogni cura, completamente guarita dopo una preghiera di intercessione a Papa Giovanni Paolo I.
Il tutto suffragato da dati clinici e da accurate verifiche sperimentali, perché – ha sottolineato il Prof. Jovine – il Perito medico deve limitarsi a valutare la “inspiegabilità scientifica” dell’evento di guarigione. È la Chiesa, poi, attraverso i suoi organismi teologici ed ecclesiali, a sancire l’esistenza del miracolo.
Il Prof. Jovine è poi passato ad illustrare i termini più recenti del rapporto tra Scienza e Fede, rifacendosi ai punti di vista dei più grandi scienziati contemporanei: Albert Einstein, John Eccles, Alexis Carrel, Max Planck, Carlo Rubbia.
E le sue parole sono state intervallate dalle intense letture del noto attore molisano Aldo Gioia, che ha reso palpabile l’emozione degli scienziati di fronte al mistero di un universo governato da un ordine talmente perfetto che può trovare spiegazione solo nella presenza di una intelligenza creativa soprasensibile.
Dopo un accenno alle ricerche scientifiche d’avanguardia che ipotizzano la continuazione della coscienza dopo la morte del corpo fisico (NDE, “Near Death Experience”, esperienze ai confini della morte) e la possibilità di una “prova” scientifica dell’esistenza dell’anima, il Prof. Jovine ha infine concluso recitando una poesia di suo padre, il poeta Giuseppe Jovine (1922-1998), considerato una delle massime voci letterarie del Molise.
La bellissima poesia, di cui riportiamo alcuni versi, si intitola “Le mie radici”:
«Non so chi pietra su pietra ha composto
la mia casa grigia come il fango,
so che le crepe aperte nel suo fianco
sono ferite vive nel mio corpo.
Qui torno amaro dopo ogni sconfitta
per non desistere dal denso esistere
col cuore d’esule senz’altro arredo
che il canto dei mattini e ogni sconfitta
torna a splendermi come una vittoria.
Qui ogni albero ha il suo vento,
ogni rovo il suo lamento
ogni radura il suo silenzio.
Qui nasce la mia storia,
qui ciò che penso è mio.
Dal cuore della terra ch’è il mio cuore
vedo dai botri con l’erba novella
la verità rifiorire sorella».
© 2026 Carlo Jovine
