RAI Radio 1: il Prof. Jovine intervistato sul tema delle NDE Esperienze di pre-morte

8/5/20253 min leggere

Il 5 agosto 2025, nel corso del programma “L’Italia in diretta”, condotto da Pietro Plastina e trasmesso alle ore 10:40 su RAI Radio 1, è stato proposto un interessante confronto fra due illustri studiosi: il Prof. Vittorio Emanuele Parsi, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e il Prof. Carlo Jovine, già Primario di Neurologia dell’Ordine di Malta e oggi Perito ufficiale della Diocesi di Roma e del Dicastero delle Cause dei Santi, nonché Interlocutore Referente della Pontificia Accademia di Teologia, presieduta da S.E. Mons. Antonio Staglianò.

I due studiosi hanno parlato, da differenti punti di vista, dell’ormai famoso fenomeno delle NDE (Near Death Experience: “Esperienze di pre-morte”), ossia quelle esperienze extra-sensoriali vissute da persone in imminente pericolo di vita o clinicamente morte, ma sopravvissute al coma grazie alle moderne tecniche di rianimazione.

Il racconto del Prof. Parsi è stato interamente basato sul vissuto emozionale. Nel dicembre del 2023, infatti, il docente è stato improvvisamente colpito da una grave dissezione aortica che gli ha provocato uno stato di coma durato ben otto giorni. Dopo un’operazione lunga e dall’esito incerto, Parsi ha superato la traumatica esperienza, ma in lui è rimasto vivo il ricordo dell’esperienza NDE sperimentata durante il coma.

«Mi sono visto come all’interno di un antro – ha raccontato Parsi –, in cima al quale c’era una forte luce. Una visione vivida che ricordo esattamente. Ricordo anche di aver invocato i miei genitori… È stata un’esperienza vissuta con serenità, che mi ha lasciato dentro un sentimento ancor più vivo dell’importanza della vita, che va considerata come un dono e va riempita ogni giorno di cose significative…».

A questo punto il conduttore radiofonico si è rivolto al Prof. Jovine che, nella sua qualità di neurologo della Consulta Medica Vaticana, è stato testimone di eventi straordinari: tra cui i casi di guarigioni inspiegabili che hanno portato alla canonizzazione di grandi figure della Cristianità come Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta e Carlo Acutis. Su queste esperienze Carlo Jovine ha scritto un libro, intitolato “Testimone di miracoli. Tra Scienza e Fede”, nel quale ha approfondito anche i casi delle esperienze di pre-morte.

Il Prof. Jovine ha spiegato che, negli Stati Uniti, esiste un sito web (www.nderf.org) che raccoglie migliaia di testimonianze sulle NDE, e ha ricordato il ruolo svolto dallo psicologo americano Raymond Moody che, con il suo libro intitolato “La vita oltre la vita”, pubblicato nel 1975, portò per primo all’attenzione del grande pubblico le testimonianze dei pazienti che avevano vissuto un’esperienza di pre-morte.

La maggior parte di questi pazienti dichiarava di aver provato un meraviglioso stato d’animo di serenità e di pace, di aver rivisto in una sorta di “playback” extratemporale la propria intera esistenza e di aver incontrato alcuni amici e parenti defunti, prima di risvegliarsi dal coma e tornare alla consapevolezza del corpo fisico.

Queste esperienze, inoltre, avevano avuto una straordinaria incidenza sulla visione del mondo dei sopravvissuti: quasi tutti infatti, una volta guariti e tornati alla normalità quotidiana, avevano manifestato un radicale cambiamento nel loro modo di essere e di agire, non avevano più paura della morte e mostravano una maggiore attenzione alla spiritualità e amorevolezza verso gli altri.

Jovine ha spiegato che queste esperienze sono state vissute da persone di diversa nazionalità, fede e cultura, e ha ricordato che inizialmente il mondo accademico aveva sollevato numerose obiezioni ritenendo che tali fenomeni fossero una sorta di “ultimo respiro” del cervello morente e dipendessero da varie cause: stato di shock, paura della morte, carenza di ossigeno, farmaci a base di morfina.

Ma poi il professor Peter Fenwick, direttore di neurologia dell’Università di Southampton, precisò che le esperienze riferite dai sopravvissuti al coma non potevano essere il prodotto di un’attività cerebrale in crisi perché non è possibile avere esperienze altamente strutturate e ricordarle con chiarezza se il cervello è fortemente danneggiato.

E per sottolineare la veridicità delle esperienze sperimentate durante la fase di pre-morte, Jovine ha citato un caso clamoroso: quello di un paziente che, risvegliatosi dal coma, dimostrò che la sua coscienza era rimasta vigile nonostante le oggettive condizioni di “black out” cerebrale. Questo paziente, infatti, riferì che, durante il coma, aveva visto che la sua dentiera era stata riposta dall’infermiera in uno specifico cassetto del reparto ospedaliero. E tale indicazione si rivelò esatta!

Rispondendo a una domanda del conduttore radiofonico, il Prof. Jovine ha quindi ricordato il fondamentale contributo scientifico del cardiologo olandese Pim van Lommel, secondo il quale la morte, come la nascita, potrebbe essere un semplice passaggio da uno stato di coscienza ad un altro. E questo sembra proiettare la scienza verso la ricerca di una possibile “prova” dell’esistenza dell’anima, affermata da tutte le grandi tradizioni religiose.

Un punto di contatto tra Scienza e Fede che emerge anche dalle parole del grande teologo cattolico Pierre Teilhard de Chardin: «Noi non siamo esseri umani che vivono un’esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che vivono un’esperienza umana».

LINK AL PROGRAMMA DI RAI RADIO 1 “L’ITALIA IN DIRETTA” DEL 5 AGOSTO 2025:

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/08/LItalia-in-diretta-del-05082025-a9301d9b-ad6a-4603-a16c-de16d84c6fed.html

M. N.