Simone Caleffi recensisce su “L’Osservatore Romano” il libro di Carlo Jovine “Testimone di miracoli. Tra Scienza e Fede”

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“L’Osservatore Romano” ha pubblicato una bella recensione, a firma di Simone Caleffi, al libro “Testimone di miracoli. Tra Scienza e Fede” del prof. Carlo Jovine: un libro finalizzato a creare un ponte tra l’annuncio cristiano e le più recenti acquisizioni scientifiche.

La recensione di Caleffi, intitolata “Messaggi di speranza”, presenta in primo luogo la figura professionale di Jovine – Perito ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi, Perito medico del Tribunale Ordinario della Diocesi di Roma, già Primario neurologo dell’Ospedale dell’Ordine di Malta – e poi delinea la struttura del libro spiegando che esso «poggia sostanzialmente su tre cardini».

Il primo cardine – scrive Caleffi – è il racconto della personale vicenda del Prof. Jovine come medico «a confronto con il mistero delle guarigioni inspiegabili riconosciute dalla Chiesa come miracoli».

Il secondo «è dato dagli eventi miracolosi del Novecento (dai miracoli eucaristici alle stimmate di San Pio di Pietrelcina) che la scienza non è stata in grado di spiegare nemmeno avvalendosi degli strumenti tecnologici più avanzati».

Il terzo «indaga sui sempre più evidenti punti di contatto fra il magistero della Chiesa e le punte avanzate della scienza, con le testimonianze dei più grandi scienziati contemporanei».

Il recensore sottolinea inoltre che nel libro viene affrontato «il tema del fine vita, riguardo il quale si assiste all’inedita convergenza fra il principio di sopravvivenza dell’anima, da sempre affermato dalla Chiesa, e le più recenti conquiste conoscitive della scienza».

In effetti – come evidenzia “L’Osservatore Romano” – i motivi di interesse del libro di Carlo Jovine sono molti. Quale componente della Consulta Medica Vaticana, il Prof. Jovine ha avuto la possibilità di esaminare, da un punto di vista scientifico, le guarigioni inspiegabili che hanno portato al riconoscimento dei miracoli e quindi alla canonizzazione di Karol Wojtyla, Albino Luciani e Madre Teresa di Calcutta.

«Sono vicende – scrive giustamente Caleffi – che hanno avuto ampia risonanza mediatica per la fama di santità degli intercessori che contano milioni di fedeli in tutto il mondo».

Jovine è un uomo che conosce bene la scienza medica. È autore, tra l’altro, di cinquanta pubblicazioni, tra cui “Indicazioni al trattamento del paziente emiplegico”, che ha ottenuto un riconoscimento scientifico dal Premio Nobel per la medicina John Carew Eccles.

Nel libro “Testimone di miracoli” Jovine racconta, con un’affascinante miscela di stupore e rigore scientifico, l’incontro con il mondo dell’inspiegabile, con i miracoli e i miracolati. E prova a rispondere ad alcune domande al confine tra l’immanente e il trascendente: quale rapporto esiste tra la fede e la scienza, tra la dimensione spirituale e la vita terrena? Come e perché avvengono i miracoli? Come fa la Chiesa a riconoscere i miracoli? Può esistere una scienza dell’anima? C’è vita dopo la morte?

Numerosi sono gli episodi inspiegabili riportati nel libro. Ne ricordiamo, in particolare, uno che ha riguardato la diretta esperienza di Papa Francesco all’epoca in cui era Arcivescovo di Buenos Aires. Nella chiesa di Santa Maria della capitale argentina un’ostia consacrata era caduta a terra durante una cerimonia religiosa: deposta in un calice d’acqua affinché potesse sciogliersi, dopo alcuni giorni si era trasformata in una sostanza rossa e gelatinosa, che sembrava carne mista a sangue. Era l’anno 1996. Un anno e mezzo dopo, il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, divenuto responsabile della Diocesi, decise che venissero condotti una serie di studi per comprendere la realtà del fenomeno. Le analisi confermarono la presenza di tessuto miocardico e rivelarono, inoltre, che il DNA del tessuto esaminato era identico a quello trovato sulla Sacra Sindone. Un esito incredibile che il Prof. Frederick Zugibe, Primario di medicina legale della Columbia University di New York, descrisse con queste parole: «Come e perché un’ostia consacrata abbia modificato la sua composizione materiale e sia diventata carne e sangue umano vivente, rimane e rimarrà un mistero inspiegabile per la scienza…».

Nell’ultima parte del libro il dibattito tra fede e scienza si sposta sull’esistenza dell’Aldilà. Il Prof. Jovine riporta i racconti di alcune persone che, una volta uscite dallo stato di coma, hanno descritto le loro esperienze di pre-morte. Ciò che più colpisce è che, nonostante le profonde differenze di etnia, cultura, età e credo religioso di tali persone, le loro descrizioni di pace, benessere, luce e incontro con i parenti defunti sono del tutto simili.

A conferma delle tesi esposte nel libro, Carlo Jovine cita il punto di vista di numerosi grandi esponenti della scienza, come Albert Einstein, Alexis Carrel, John Carew Eccles, Enrico Fermi, Arno Penzias, Max Planck, Carlo Rubbia, Charles Townes, Rita Levi Montalcini.

E per tornare alla recensione pubblicata su “L’Osservatore Romano”, è interessante notare che una serie di positivi consensi al libro di Carlo Jovine sono arrivati anche dai vertici della Santa Sede. Precisa infatti Simone Caleffi: «proprio da Papa Francesco l’autore ha ricevuto in dono parole di sostegno e speranza, attraverso una lettera nella quale il Santo Padre esprime apprezzamento per il libro che permette di approfondire il rapporto tra fede e scienza e lo incoraggia a continuare ad annunciare con fervore la gioia del Vangelo, parole che sono arrivate anche dai Cardinali Matteo Maria Zuppi, Angelo De Donatis e Raniero Cantalamessa».

Il libro di Jovine rappresenta un contributo profondo, originale e rigoroso per arrivare a comprendere che la nostra esistenza non è limitata alla realtà terrena, ma estende le sue propaggini in una dimensione spirituale che costituisce, al tempo stesso, la nostra essenza e la nostra destinazione finale.

LINK:

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2023-11/quo-267/messaggi-di-speranza.html