“Testimone di miracoli”: un libro di Carlo Jovine nel ricordo di Giovanni Paolo II

4/4/20234 min leggere

Domenica 2 aprile – ricorrenza della morte di San Giovanni Paolo II – il prof. Carlo Jovine, Perito ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi, è stato ospite del programma “Finalmente domenica” condotto da Lucia Ascione su Tv2000.

Nel corso del programma, il prof. Jovine – che ha esaminato, dal punto di vista scientifico, la guarigione miracolosa di Suor Normand dal morbo di Parkinson che ha portato alla beatificazione di Giovanni Paolo II – ha ripercorso le straordinarie esperienze che hanno costellato la sua attività di componente della Consulta Medica Vaticana.

«Lei è un credente ed è anche uno scienziato – ha domandato Lucia Ascione –, qual è la sua reazione quando le viene conferito un incarico così prestigioso come quello di analizzare, sotto il profilo medico, un possibile evento miracoloso?».

«Malgrado la suggestione esercitata da questi eventi – ha risposto Jovine –, è necessario sgombrare il campo da ogni condizionamento emotivo e studiare il caso con lo sguardo critico dell’uomo di scienza. Nel caso di Suor Normand, ad esempio, la documentazione era così evidente che non lasciava adito a dubbi: la suora era affetta da un Parkinson giovanile che avanzava rapidamente, una malattia neurodegenerativa che, secondo la scienza, non può guarire. Eppure la suora guarì e la sua guarigione, che fu totale e improvvisa, avvenne dopo le preghiere di intercessione elevate dalle sue consorelle a Giovanni Paolo II».

A questo punto, Jovine ha ricordato un altro straordinario evento di cui è stato testimone, avendone approfondito le implicazioni da un punto di vista medico: la guarigione dell’ingegnere brasiliano Marcilio Andrino, avvenuta per intercessione di Madre Teresa: «Portato in sala operatoria in condizioni di coma a causa di otto ascessi cerebrali che avevano invaso il cervello, improvvisamente il paziente apre gli occhi e dice: “Dove sono? Perché mi trovo qui?”. Il chirurgo, sbalordito, ordina l’immediata esecuzione di una TAC che rivela l’improvvisa e totale scomparsa degli ascessi cerebrali…».

Il prof. Jovine ha raccontato questi eventi miracolosi in un suo libro, di recente pubblicazione, intitolato “Testimone di miracoli. Tra Scienza e Fede”, nel quale ripercorre, con dovizia di dettagli, le sue straordinarie esperienze di neurologo della Consulta Medica Vaticana, ma soprattutto presenta un punto di vista inedito: quello della scienza che si sta avvicinando, sempre più, a posizioni che un tempo erano di esclusiva pertinenza della fede religiosa.

In tale emergente visione, scenari come l’esistenza dell’anima e la sopravvivenza dopo la morte non sono più affidati alla sola intuizione di fede, ma sono avvalorati da prove evidenti, ancorché non conclusive, che poggiano su riscontri di natura scientifica.

E a proposito di riscontri scientifici, il prof. Jovine ha narrato nel suo libro un episodio che ha raccontato anche a Tv2000: il miracolo avvenuto a Buenos Aires all’epoca in cui era Arcivescovo il Cardinale Jorge Mario Bergoglio (futuro Papa Francesco). Durante la Messa un’ostia era caduta a terra. Il parroco l’aveva raccolta e l’aveva riposta nel tabernacolo. Dopo qualche giorno il parroco si accorse che l’ostia si era trasformata in una sostanza rossa e gelatinosa, che sembrava carne mista a sangue. L’Arcivescovo Bergoglio decise di inviare l’ostia a due avanzati laboratori di New York e di Sidney affinché fosse analizzata. Il responso fu sconcertante: l’esame rivelò che non si trattava più di un’ostia, ma di tessuto miocardico con un DNA identico a quello trovato sulla Sacra Sindone.

«“Testimone di miracoli” – ha commentato Lucia Ascione – è uno di quei libri che si divorano, perché non è stato scritto con l’ambizione e la presunzione di un uomo che crede di aver capito tutto della vita, bensì con gli occhi di uno scienziato che ha conservato la capacità di stupirsi…». E a questo punto la giornalista ha domandato a Jovine: «Che cosa raccontano, oggi, i miracoli in un mondo che afferma che l’uomo è l’esclusivo artefice del proprio destino?».

«Il miracolo è un segno divino che ci comunica la consapevolezza che non siamo soli in questo angolo di mondo, che esistono energie spirituali in grado di orientare il nostro cammino», ha risposto Jovine. «Noi siamo immersi nel mistero. Il mistero è consustanziale all’essere umano e consiste nella libertà di scelta che ci ha dato Dio. Ogni individuo, se non ha l’illuminazione della fede, parte da una posizione agnostica, e non può né affermare né negare. E tuttavia la nostra libertà si esprime anche attraverso la ricerca. Perché Dio può essere cercato e trovato anche attraverso la ragione, come spiegava Giovanni Paolo II nell’Enciclica “Fides et Ratio” e come affermano i grandi scienziati che ho citato nel mio libro. Io stesso, attraverso le esperienze che ho vissuto quale “testimone di miracoli”, sono passato da una posizione tendenzialmente agnostica ad un atteggiamento interiore di fede profonda. Auguro a tutti di fare un percorso di questo tipo…».

L’intervista si è quindi avviata a conclusione con una domanda particolarmente delicata che Lucia Ascione ha rivolto al prof. Jovine: «In questo momento abbiamo in ascolto tante persone che aspettano un miracolo e che forse non l’avranno mai. Un uomo di scienza come lei si è mai fatto la domanda del perché certe cose accadono ad alcuni e non ad altri?».

«Ai fini del compimento del miracolo, la preghiera di invocazione ha un’importanza determinante», ha risposto il neurologo. «Non possiamo rivolgerci a Dio solo quando abbiamo bisogno di qualcosa, la relazione con Dio è basata su una fede profonda… del resto lo spiega lo stesso Gesù nel celebre episodio narrato nel Vangelo, quando, dopo aver ridato la vista al cieco Bartimeo, gli dice: “Va’, la tua fede ti ha salvato”».

E per riaffermare il senso di questa verità eterna, Carlo Jovine ha voluto leggere una bellissima frase riportata nel suo libro: una frase di Pierre Teilhard de Chardin, innovativo teologo del primo Novecento aperto alle suggestioni della conoscenza scientifica: «Noi non siamo esseri umani che vivono un’esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che vivono un’esperienza umana».

LINK VIDEO TV2000:

https://youtu.be/nxKJbvt5vK0