Tv2000. Il prof. Jovine esplora il tema “Possessione e malattia psichica”

3 min leggere

Su Tv2000, a Bel tempo si spera, torna il tema del rapporto tra scienza e fede. Con la partecipazione del prof. Carlo Jovine, Primario neurologo dell’Ordine di Malta e Perito ufficiale della Congregazione delle Cause dei Santi, al quale l’emittente della CEI ha più volte affidato la riflessione su questo importante argomento, che riconduce alle correnti più vive del pensiero contemporaneo (ed in particolare all’Enciclica “Fides et Ratio” di S. Giovanni Paolo II).

La trasmissione del 1° febbraio 2018 è stata introdotta dal giornalista David Murgia, conduttore di “Vade retro” (il settimanale di inchiesta giornalistica sul satanismo, oggi diventato libro nella collana degli Oscar Mondadori).

Riferendosi ai casi dei “santoni” – autori di sedicenti terapie di “guarigione” finalizzate a manipolare persone in stato di bisogno psicologico e materiale – Murgia ha lanciato un avvertimento: quando si hanno dei problemi, di tipo fisico o spirituale (timori di possessione od altro), non bisogna affidarsi a coloro che fanno un po’ di scena e chiedono soldi, ma occorre rivolgersi a chi può veramente offrire un aiuto. Per la Chiesa cattolica – ha ricordato Murgia – un esorcismo può essere fatto solo da un sacerdote autorizzato dal Vescovo.

La conduttrice di Bel tempo si spera, Lucia Ascione, ha osservato che, al di là del fenomeno dei truffatori che speculano sui problemi della gente, la presenza del demonio è un dato reale. Osservazione, quest’ultima, che ha aperto il dibattito sul tema della trasmissione: “Possessione e malattia psichica”.

Dopo un breve filmato dedicato a Papa Francesco, nel quale il Santo Padre ha ricordato che la «presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia», sono stati introdotti gli ospiti: padre Paolo Carlin, portavoce dell’Associazione Internazionale Esorcisti, e il già citato prof. Jovine (che ha esaminato, tra l’altro, per conto della Chiesa, le guarigioni “scientificamente inspiegabili” attribuite all’intercessione di Karol Wojtyla e Madre Teresa di Calcutta).

Lucia Ascione ha chiesto a padre Carlin di illustrare in sintesi il fenomeno della possessione diabolica. Il sacerdote ha spiegato che siamo molto influenzati dalla cinematografia e quindi tendiamo a collegare la presenza del demonio ad eventi straordinari, come quelli che vediamo nei film. Ma in realtà l’azione più pericolosa del demonio si svolge in modo subdolo, attraverso le tentazioni quotidiane, che attraggono l’individuo in una spirale discendente, che può arrivare talora (seppure in casi, per fortuna, assai rari) alle forme più estreme delle possessioni e delle vessazioni, quando il demonio prende effettivo possesso del corpo della vittima.

Il paradigma – ha sottolineato padre Carlin – è rappresentato dalle tre tentazioni di Gesù nel deserto: l’onnipotenza, il dubbio su Dio, il potere sulla terra.

La Ascione ha chiesto allora al prof. Jovine come si pone l’uomo di scienza rispetto alla presenza del demonio. Il neurologo ha risposto che la scienza è chiamata ad approfondire la differenza tra malattia mentale e possessione demoniaca: a distinguere, cioè, gli aspetti riconducibili all’ambito patologico da quelli che non lo sono, e che dunque devono essere spiegati in altro modo.

E ha fatto un esempio: «I cosiddetti “posseduti” sono per lo più affetti da malattie psichiatriche, come la schizofrenia e la paranoia, che danno deliri allucinatori e una trasformazione fantastica della realtà. Altro caso è quando si affrontano situazioni in cui il soggetto inizia a parlare in una lingua diversa, impreca contro Dio, mostra fenomeni di levitazione. Queste sono cose che esulano dalla patologia psichiatrica».

Di fronte a questi fenomeni, l’uomo di scienza non può far altro che interrogarsi e continuare la sua ricerca, «perché noi siamo piccola cosa, siamo un genere nato da poche decine di migliaia di anni e ci stiamo ancora interrogando per dare un senso alla nostra esistenza».

«Come credente – ha aggiunto Jovine – posso dire che esiste il diavolo, ma come uomo di scienza devo pormi umilmente in atteggiamento di ricerca».

«Da un punto di vista medico – ha precisato il neurologo – abbiamo i mezzi per capire se una persona è malata di mente oppure è preda di una possessione diabolica. Un malato di mente può essere sedato con un farmaco, mentre, nel caso del posseduto, i farmaci non hanno alcun effetto: permane uno stato di eccitazione paradossale. Già questo elemento può offrirci una chiara diagnosi differenziale.

Viviamo in una società dove ogni giorno si è indotti in tentazione. Più si perde la propria semplicità interiore, più si rischia d’essere contaminati: il male si diffonde e questa è la lotta che vediamo nel mondo. Un grande psichiatra ateo, il prof. Emilio Servadio, disse che quando assistiamo a stragi disumane e vediamo la perfidia pura, allora comprendiamo l’esistenza del demonio…».

«E tuttavia – ha concluso Jovine – vorrei dire una parola di conforto: le tenebre possono essere profonde, ma non possono impedire il sorgere del sole…».

Gli ha fatto eco padre Paolo Carlin spiegando che l’essere umano dispone di tre strumenti di difesa contro le tentazioni indotte dal maligno: il primo è l’ascolto, il secondo è il dialogo, il terzo è l’incontro: «L’ascolto è il Vangelo, il dialogo è la preghiera, l’incontro sono i sacramenti. Dio non ci abbandona mai, siamo noi che abbandoniamo Dio. Tornare al Vangelo di Gesù ci offre un modo di pensare, un modo di amare e un modo di agire».

Massimo Nardi

LINK VIDEO:
https://www.youtube.com/watch?v=_tcn96bok64