Tv2000. Karol Wojtyla e Angelo Roncalli: due Papi Santi
7/15/20213 min leggere


La puntata del 27 aprile 2017 di Bel tempo si spera, la trasmissione di Tv2000 condotta da Lucia Ascione, è stata dedicata al ricordo di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, i due Papi Santi canonizzati in San Pietro lo stesso giorno di tre anni prima: il 27 aprile 2014.
Ho partecipato alla trasmissione come ospite in studio insieme a don Luigi Epicoco, preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Aquila ed editorialista del quotidiano della Santa Sede “L’Osservatore Romano”.
La trasmissione si è aperta con le parole di Papa Francesco, pronunciate durante l’omelia della Santa Messa di canonizzazione: «San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello, perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù. Sono stati due uomini coraggiosi. Sono stati Sacerdoti, e Vescovi e Papi del XX secolo. Ne hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti. Più forte, in loro, era Dio; più forte era la fede in Gesù Cristo Redentore dell’uomo e Signore della storia…».
«I santi sono sempre dentro la storia», ha osservato a tale proposito don Luigi Epicoco. «Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II hanno dato dimostrazione di come il cristianesimo è incarnato. Anche in mezzo alle contraddizioni e alle tragedie del XX secolo».
«Questi due grandi Papi hanno guardato con fiducia e simpatia l’uomo e il mondo, la loro non è stata una teologia astratta», ha spiegato Epicoco, e ha raccontato come l’insegnamento di Giovanni Paolo II sia stato determinante anche nell’orientare la sua personale vocazione: è stato appunto leggendo il libro di Karol Wojtyla “Dono e mistero” che, all’età di quindici anni, è maturata in lui la scelta di diventare sacerdote.
Nel mio intervento ho raccontato, a mia volta, del filo conduttore che mi lega alla grande figura di Karol Wojtyla: dal mio incontro con il Papa polacco nel corso di un’Udienza pontificia in San Pietro durante il Grande Giubileo del 2000, all’incarico che mi venne conferito dieci anni dopo dalla Congregazione delle Cause dei Santi: quello di componente della Consulta Medica Vaticana incaricata di esaminare la guarigione inspiegabile di suor Normand dal morbo di Parkinson, che avrebbe portato al riconoscimento del miracolo e quindi alla beatificazione di Giovanni Paolo II.
Ho poi voluto ricordare quello che considero un passaggio fondamentale nell’apostolato di Giovanni Paolo II: la particolare attenzione ch’egli rivolse al tema dei rapporti tra fede e scienza. Il Papa Santo chiese perdono, a nome della Chiesa, per il processo a Galileo Galilei; incoraggiò il “Manifesto di Erice” per una scienza dal volto umano; emanò l’Enciclica “Fides et Ratio” con la bellissima metafora delle due ali: «La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità…».
La “Fides et Ratio” è un documento di grande importanza nella dialettica culturale e nella ricerca teologica del nostro tempo. Nel 1998, all’epoca della sua promulgazione, forse non se ne colsero appieno le implicazioni, ma oggi, a più di vent’anni di distanza, appare chiaro che essa proietta una prospettiva nuova e affascinante sulla conoscenza di noi stessi e del mondo in cui viviamo.
Come credente e come uomo di scienza – ho precisato – sono convinto anch’io che scienza e fede non siano in antitesi. La scienza opera nell’Immanente e ci dice che non siamo figli del Caos, ma di una Logica rigorosa che regge il mondo. La fede opera nel Trascendente e ci dice che questa Logica è opera di un Creatore e che noi abbiamo la capacità di partire dal fenomeno per arrivare al fondamento. Il fascino della nostra esistenza, a mio avviso, sta proprio in questa simbiosi tra Immanente e Trascendente…
La trasmissione si è infine conclusa con le immagini delle folle oceaniche che questi due grandi Pontefici seppero mobilitare. Uniti da una medesima aura di santità nel riconoscimento della Chiesa e nella memoria dei credenti.
«Canonizzarli insieme è stato un gesto di profondo valore simbolico», ha sottolineato don Luigi Epicoco. «Attraverso queste due grandi figure del XX secolo, Papa Francesco ha voluto inviare un forte messaggio. Ha voluto dire che, attraverso questi due grandi Santi, il Signore ha abbracciato il mondo intero. Perché questi due Papi non hanno voluto essere solo Papi dei cristiani, ma hanno rivolto la loro missione di evangelizzazione e di pace a tutto il genere umano».
Carlo Jovine
LINK VIDEO:
https://www.youtube.com/watch?v=YVhrp67NTNk
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