Tv2000. Un tramite tra la Terra e il Cielo

12/1/20213 min leggere

«Ci sono dei fenomeni che la scienza non riesce a spiegarci, che ci riportano alla radice della santità…».

Con queste parole la giornalista Lucia Ascione, conduttrice del programma di Tv2000 Bel tempo si spera, ha aperto la puntata dell’8 marzo 2018, dedicata al tema “Corpi incorrotti: segno di santità”.

In qualità di ospite della trasmissione, ho discusso di questo tema con padre Arturo Elberti, docente di teologia alle Università Pontificie e postulatore delle Cause di santità, il quale ha subito messo a fuoco un concetto che occorre avere ben chiaro quando ci si accosta agli eventi prodigiosi che costellano la storia della cristianità: la fede non si identifica con i fatti soprannaturali e i miracoli, ma è una rivelazione interiore.

«I miracoli non sono il fondamento della nostra fede – ha sottolineato Elberti –, essa poggia sul naturale “sensus fidei” del popolo di Dio».

Padre Arturo è anche assistente pontificio per la Federazione delle Monache Adoratrici del Santissimo Sacramento.

L’Ordine delle Adoratrici nacque nel 1807 per iniziativa di una suora francescana, la beata Maria Maddalena dell’Incarnazione, che fondò a Roma il primo monastero, nonostante il clima di ostilità anti-religiosa che si respirava in epoca napoleonica. Dopo la morte di suor Maria Maddalena avvenuta nel 1824, madre Maria Giuseppa, sua fedele collaboratrice, divenne Superiora dell’Ordine, scrivendone la costituzione e fondando il monastero di Napoli.

La vita monastica, con la sua dimensione contemplativa, è circondata da un’aura di fascino. Ma l’uomo contemporaneo, abituato a un attivismo frenetico, stenta ad immaginare una scelta di vita così radicale.

Per illustrare il senso di questa scelta, la troupe di Tv2000 si è spostata a Napoli presso il monastero delle Adoratrici, dove l’inviata Antonella Ventre ha intervistato madre Caterina, che ha parlato di alcuni aspetti della vita del monastero spiegando che, nella comunità delle monache, la presenza di madre Maria Giuseppa è sempre viva: «È come se partecipasse alla vita della comunità…».

Il carisma delle monache Adoratrici è quello dell’adorazione eucaristica perpetua. Le monache professano la Regola di Sant’Agostino e, oltre alla preghiera comunitaria, osservano uno stile di vita improntato alla carità e all’accoglienza, in particolare verso i pellegrini che cercano nel monastero un’oasi di pace e di preghiera.

Ogni giorno le monache si riuniscono in orari differenti, dando continuità alla preghiera grazie a turni appositamente programmati. La loro missione è “l’evangelizzazione silenziosa”: pregare per le persone sofferenti e per tutto il male che c’è intorno.

L’attività di preghiera delle monache è inoltre aperta al pubblico: nell’arco della giornata sono infatti previsti dei momenti di adorazione eucaristica comunitaria, alla quale possono partecipare i fedeli presenti in chiesa.

Come ho avuto modo di raccontare nel corso della trasmissione di Tv2000, nel mese di maggio del 2018, per motivi legati alla mia professione, mi recai a Napoli presso il monastero delle monache Adoratrici ubicato nel centro della città partenopea. E lì fui testimone di un impressionante fenomeno, un evento scientificamente inspiegabile che presenta significative analogie con i miracoli eucaristici: il cuore di madre Maria Giuseppa che, all’interno della teca sigillata dove è conservato, appariva come un secco agglomerato di cellule mummificate, iniziò gradualmente a dilatarsi fino ad assumere le dimensioni di un cuore normale, circondato in parte da una patina giallastra sierosa…

Il fenomeno torna a ripetersi con cadenza periodica e viene ritenuto dalle monache una sorta di messaggio spirituale attestante la presenza della madre fondatrice.

Nel corso della trasmissione di Tv2000 sono stati inoltre citati diversi altri casi di corpi incorrotti, che si sono mantenuti tali in assenza di ogni trattamento con balsami o sostanze conservative.

Un caso celebre nel mondo cristiano è quello di Santa Rita, il cui corpo è esposto a Cascia nel santuario a lei dedicato: ancora oggi i fedeli che si avvicinano all’urna della Santa per pregare continuano ad avvertire un dolce aroma…

Padre Elberti ha inoltre ricordato il fenomeno della “transverberazione” che, nella mistica cattolica, è la trafittura del cuore effettuata da un angelo come segno di predilezione del Signore. Uno dei casi più celebri è quello di Santa Teresa d’Avila, trafitta durante un’estasi da una freccia infuocata. L’episodio, raccontato dalla stessa Santa nei suoi scritti, è mirabilmente rappresentato nella scultura del Bernini situata nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma.

Nell’ultima parte della trasmissione è stato intervistato il dott. Nazzareno Gabrielli, perito biochimico del Tribunale delle Cause dei Santi, che ha parlato dei suoi studi effettuati sul corpo incorrotto di Padre Pio.

«Di fronte a questi eventi – ho commentato in conclusione – la scienza può solo cercare di essere obiettiva, di indagare utilizzando gli strumenti di cui dispone, riconoscendo che esistono dei fatti che restano inspiegabili. Mentre, dal punto di vista della fede, possiamo interpretare questi fenomeni come segnali che, dalla dimensione del Trascendente, si manifestano nell’Immanente. Come un tramite tra la Terra e il Cielo. La fede nella Parola rivelata è una conquista interiore, ma questi fenomeni sono corroboranti…».

Carlo Jovine

LINK VIDEO:
https://www.youtube.com/watch?v=PpQkBkI08IY