Una piazza in ricordo del poeta Giuseppe Jovine. RAI TGR Molise intervista il figlio Carlo Jovine
12/15/20212 min leggere


La vicenda poetica di Giuseppe Jovine (1922-1998) poggia sulla forte identificazione con la sua terra di Molise, ch’egli eternò in versi ricchi di reminiscenze e di echi, come emerge in una delle sue più intense poesie intitolata “Le mie radici”: «Qui torno amaro dopo ogni sconfitta / per non desistere dal denso esistere / col cuore d’esule senz’altro arredo / che il canto dei mattini (…) / Dal cuore della terra ch’è il mio cuore / vedo dai botri con l’erba novella / la verità rifiorire sorella».
Un motivo che fu colto puntualmente anche dal grande poeta Mario Luzi, il quale manifestò con queste parole il suo apprezzamento nei confronti dell’autore molisano: «Nelle poesie di Jovine si sente forte il motivo delle radici, il “radicamento” che rappresenta una ragione esistenziale dell’essere, come nella poesia “Le mie radici”, scritta a Castelmauro, in cui c’è questo rapporto inestricabile con il luogo delle sue origini».
Ed è anche per questo particolare rapporto con il luogo d’origine – oltre che per la statura letteraria di Jovine, ormai unanimemente riconosciuto come uno dei massimi poeti del Novecento – che il Comune Castelmauro (CB), paese natale del poeta, ha deciso di intitolare una piazza a suo nome.
Il 26 luglio 2018 la Giunta comunale, costituita dal sindaco Angelo Sticca e dagli assessori Flavio Boccardo e Gianfranco Sciarretta, ha deliberato «di intitolare la piazza attualmente denominata “Piazza Municipio” al poeta e scrittore Giuseppe Jovine, nato nel 1922 a Castelmauro, scomparso nel 1998, che si è contraddistinto per un’intensa produzione letteraria che ha suscitato l’attenzione degli scrittori e dei critici più autorevoli, dando così lustro alla comunità di Castelmauro».
Un’osservazione quanto mai pertinente quella contenuta nella delibera comunale, visto che, tra gli estimatori di Jovine, si possono annoverare numerose importanti personalità della cultura novecentesca.
Oltre al già citato Mario Luzi, possiamo ricordare tra gli altri: Giose Rimanelli («Tu Peppe mi rallegri con la vivace e pensosa scrittura. Questo Molise era e resta il primo luogo della tua e della mia vita, e quindi sacro»); Luigi Bonaffini («L’uso del dialetto in Jovine è radicato in un sostrato ideologico, in una meditata consapevolezza del suo complesso rapporto simbiotico con la lingua italiana»); Francesco D’Episcopo («Dell’infinito della parola Giuseppe Jovine era un acuto e ardente interprete, fino al piacere inenarrabile di naufragarvi dentro»); Stanislao Nievo («Il linguaggio di Jovine pulsa in un ritmo mentale immediatamente comunicativo. Alla ricerca criptica ed evolutiva dell’espressione poetica del mondo d’oggi…»).
In occasione della ricorrenza del XX anniversario della morte del compianto poeta e scrittore, l’amministrazione comunale di Castelmauro ha organizzato, il 5 settembre 2018, una cerimonia per la commemorazione e l’apposizione della targa di denominazione della piazza intitolata a Giuseppe Jovine, piazza che si trova antistante al Palazzo Ducale di proprietà della famiglia Jovine.
Alla cerimonia ha fatto seguito una lettura poetica nella sala conferenze del Palazzo Ducale con la partecipazione di alcuni protagonisti dell’ambiente artistico e letterario che hanno condiviso il percorso poetico di Jovine, come il pittore Domenico Fratianni, il docente universitario Giulio de Jorio Frisari, il critico letterario Francesco D’Episcopo.
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